Ma il gonfalone “demansiona” solo a Sulmona?

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LETTERA APERTA AL SINDACATO DEL SINDACO SENZA ALFIERI

7 NOVEMBRE 2013 – Fecero scalpore le polemiche per il gonfalone di Città, che gli agenti di Polizia Municipale ritenevano di non dover portare nelle occasioni ufficiali (cerimonie e processioni) perchè sarebbero stati demansionati.

Fiera opposizione fu manifestata dal segretario generale di categoria, Enzo Paolini. Ora il gonfalone fa sfoggio di sé sostenuto dagli agenti in divisa. E’ una mansione nuova?

Fabio Federico, che degli alfieri dovette fare a meno quando era sindaco, ha scritto una lettera aperta al Paolini:

“Gentile Segretario Generale

ricordo, confortato dalla documentazione, la comunicazione che Ella intese inviare al Comandante della PM di Sulmona Maggiore Antonio Litigante, il 19 giugno 2012 diffidandolo, tra l’altro, dall’impiegare personale di PM dal “portare a braccia” il Gonfalone della città di cui all’epoca ero Sindaco.

Motivava la Sua iniziativa invocando il “demansionamento” cui gli agenti sarebbero stati sottoposti in tale impiego e paventava perfino ricorsi alle Autorità Giudiziarie competenti. Tale ricordo è emerso allorquando ho osservato, ad un anno di distanza dalla Sua diffida, gli agenti portare a mano il Gonfalone nel corso di una processione. Lungi da me la volontà di impedire che ciò accada, considerando, come ebbi modo di rappresentarLe, un onore quello di portare il gonfalone con la medaglia d’argento della nostra città, mi chiedo tuttavia se l’illegittimità, come ebbe a definirla, sussiste ancora o meno. Sono certo, infatti, che la normativa non ha subito alcun cambiamento essendo la stessa da decenni e pertanto la problematica sussisterebbe ancora e potrebbe essere foriera di un’azione legale con un conseguente danno erariale per la comunità.

Secondo la Sua interpretazione, inoltre, l’impiego di personale di PM, in luogo del personale di categoria inferiore, rappresenterebbe un maggior costo nel computo degli straordinari e pertanto causa di maggiori spese per le già asfittiche casse comunali. Tali evenienze non potranno certamente sfuggire alle autorità preposte che, già nel recente passato, hanno dimostrato grande attenzione nel rilevare simili tematiche dalla stampa ed assoluta solerzia nell’intervenire per competenza.

Mi chiedo quindi se Ella il 19 giugno 2012 fu vittima di un imbarazzante errore oppure se, essendo stata all’epoca riportata la legalità ed oggi nuovamente violata, noi cittadini contribuenti dobbiamo aspettarci un esborso nei prossimi anni determinato da una grave disattenzione del Comandante della PM di Sulmona relativamente alle Sue perentorie dichiarazioni.

Infatti ricordo che proprio il Comandante, informandomi il 25 giugno 2012 di essere stato da Lei “personalmente diffidato”, mi comunicò per iscritto che avrebbe provveduto ad “evitare per il futuro le ridette attività” della PM, fatto di cui deve aver perso successivamente memoria. Ricordo da ultimo che il 22 agosto 2012 Le chiesi (prot 34598) se simili diffide fossero state da Lei comunicate anche agli altri Comuni della regione Abruzzo o se la Sua lusinghiera attenzione fosse rivolta solo ed esclusivamente alla città di Sulmona e, in questo secondo caso, per quale motivo.

Non ebbi alcuna risposta.

Escludo inoltre che l’iniziativa fosse da Ella posta in essere contro la persona del Sindaco pro tempore, fatto che deporrebbe per l’utilizzo personale delle prerogative che la Sua carica Le conferisce e ciò sarebbe davvero deplorevole.

Confidando questa volta in un cortese cenno di riscontro che i cittadini ed il sottoscritto attendono da tempo, Le porgo cordiali saluti. Dott. Fabio Federico”.