CI PERVIENE UNA LETTERA SUL PROGETTO DI PASSARE A PESCARA
Spett. Redazione del ” il Vaschione”,
c’é un vecchio adagio sulmonese che dice: “non potrà poi essere più scuro della mezzanotte”.
Come a voler significare che peggio di così come stiamo e come veniamo trattati dalla provincia dell’Aquila e dagli aquilani non potremo stare se, Dio lo voglia, riusciamo a passare con la provincia di Pescara.
Qualcuno ha voluto fare dell’ironia molto pesante e di cattivo gusto facendo intendere che non ha più senso di cambiare provincia nel momento in cui le stesse, con un d.d.l. di legge costituzionale, dovrebbero essere tutte abolite.
Dico dovrebbero perché le resistenze in materia sono molte e molti politici si comportano in modo ambiguo ed ipocrita.
Diciamo che se venissero veramente eliminate tutte le province, da quanto mi risulta, verrebbero ridisegnati sul territorio ambiti amministrativi e territoriali che non ricalcherebbero più i confini delle attuali circoscrizioni provinciali in modo da poter seguitare ad erogare servizi, in modo più congeniale, ai cittadini senza più l’orpello di un’Amministrazione Prov.le- ente locale- obsoleto nella sua territorialità, molto dispendioso ed in molti casi solo per una gestione (sic!) autoreferenziale!
Con l’Ente Regione, le province hanno perso molto della loro primitiva importanza sul territorio, tanto é vero che le Regioni, e tra esse anche la Regione Abruzzo, hanno dovuto delegare alle Province molti adempimenti di spettanza regionale per giustificarne la loro sopravvivenza.
Ne discende che alcuni adempimenti regionali si sovrappongono a quelli provinciali con aggravio dei costi e la constatazione che le province hanno fatto il loro tempo, dato che i loro servizi possono essere tranquillamente erogati dalle Regioni e , in special modo, dai Comuni che sono i veri organi amministrativi di gestione dei vari territori.
In questa disamina non può non essere appropriata una riflessione ed una constatazione di estrema importanza quando la Corte dei Conti afferma che il Debito Pubblico Italiano, o meglio la Spesa Pubblica, é cresciuto in modo esponenziale dal 1970, anno in cui sono state create le Regioni.
E mai constatazione, alla luce degli sperperi di cui veniamo a conoscenza tutti i giorni e che gridano vendetta, la dice lunga anche sull’utilità reale per i cittadini: l’aver voluto a tutti i costi, la creazione delle Regioni solo perchè l’Istituto Regionale era previsto dalla Costituzione!
Stranamente la nostra Costituzione, a detta dei più intoccabile ed immodificabile, ad essere coerenti dovrebbe essere attuata anche in molti altri suoi Istituti di cui non si parla (vedi gli artt. 39 e 40) che dovrebbero regolamentare i sindacati, vere potenze economiche e politiche, ed il diritto di sciopero.
Ora per tornare al nostro argomento “emigrare verso Pescara” significa prendere atto di una situazione di fatto che vede Sulmona, per forza di cose , proiettata verso Pescara ed il suo hinterland.
Per curare la nostra salute é più facile, in tutti i sensi, andare a Pescara, dal punta di vista amministrativo, con poche ore, a Pescara si possono sbrigare tante faccende e tornare al proprio lavoro a Sulmona. E gli esempi di convenienza sono tantissimi: dal tempo libero, allo shopping, alla vacanza balneare , ecc.
Non ultimo il discorso dei pubblici Uffici laddove, molto probabilmente, con Pescara avremo forse salvato il nostro Tribunale e forse, in una sinergia, con il presidio ospedaliero di Popoli, avere vicino casa un servizio sanitario garantito ed efficiente.
Con queste considerazioni, le motivazioni di rimanere sotto le grinfie della matrigna provincia aquilana e dell’Aquila rapace non sono più sostenibili, anzi sono lontane anni luce!..
Grazie per l’ospitalità.
Gino De Bellis






