“Our guests feel Sulmona should be a part of Pescara”

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DA BOSTON L’ADESIONE PER IL PASSAGGIO ALLA PROVINCIA ADRIATICA

6 NOVEMBRE 2013 – Uno dei più cari messaggi per dare forza all’idea e spingere l’iniziativa del Comitato pro-Pescara viene da… oltre Oceano.

Ed esattamente da Boston. Filippo Frattaroli ha portato con sé uno dei manifesti che “Il Vaschione” ha diffuso a Sulmona, con il profilo della facciata della Santissima Annunziata mentre “guarda” verso Pescara e l’ha affisso nel suo Ristorante, al “North End”, insieme alle tante piccole e grandi cose che richiamano l’aria e l’atmosfera di Sulmona. E proprio questa sera è pervenuto un messaggio dal grande calore umano, che idealmente hanno sottoscritto e spedito i Sulmonesi di Boston affinchè la loro città di origine, quella che hanno ancora nel cuore e della quale parlano ogni giorno, compia il grande passo di trasferirsi in provincia di Pescara.

Loro il grande passo l’hanno fatto e sanno che dove c’è il nuovo c’è la speranza, c’è una occasione in più per ricostruire la vita: scommettere sul loro futuro è stato il balzo avanti della loro vita e non possono vedere appassire le tante risorse di Sulmona sotto la cappa di un entroterra strumentalizzato alle necessità del capoluogo. Anche tra loro, che non hanno ormai malanimo e nella congerie dei ritmi frenetici dell’America hanno mescolato i piccoli dissapori rimasti pur dopo la traversata atlantica per tutti i torti subiti in Patria, è prevalso lo spirito del rinnovamento: lanciano un invito a fare altrettanto pur rimanendo nella terra “natià”. E del loro messaggio riportiamo la sintesi per coloro che non hanno studiato l’inglese:

“Vorrei trasmettere i sentimenti di gran parte dei clienti del nostro ristorante. Una schiacciante percentuale sente che Sulmona debba essere parte di Pescara e non dell’ Aquila. Tutti discendono o sono proprio nati a Sulmona o al più in Abruzzo. Per favore prendi questo in considerazione quando comunichi con il tuo pubblico. Grazie”

Oggi più che mai passeggiare per Hannover street può significare dividere un destino comune con Sulmona, visto che la lunghezza è grosso modo quella di Corso Ovidio; nei negozi si rincorrono frasi che l’idioma sulmonese ha affinato in secoli di comunicazione familiare; le feste sono quelle del calendario peligno e chi può ed ha tempo si collega ai siti internet che parlano di Sulmona o almeno dell’Abruzzo. La crisi economica, nei luoghi dove fisicamente si costruì l’indipendenza americana, non può mai arrivare ad intaccare la generosità di chi, con un caffè o con un pranzo, esprime tutta la gioia dello stare insieme: sembra di ripercorrere i racconti della Sulmona degli Anni sessanta, di una “Dolce vita” che è nelle sane abitudini italiane prima che nei film di Fellini. E da lì qualcuno raccoglie la nuova pulsione di vita sulmonese e dice che “Sulmona deve essere parte di Pescara e non dell’Aquila”. Volesse il cielo che fosse “parte di Boston”, almeno solo per un po’…

Nella foto del titolo la Biblioteca di Boston