NELLA GIORNATA DELLA TERRA QUERCE SECOLARI IN ABBANDONO

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TONI DA “FESTA DEGLI ALBERI” MA RISULTATI CONTRADDITTORI

23 APRILE 2021 – Dal Parco nazionale Majella-Morrone che diventa geoparco naturale dell’Unesco all’ulivo collocato in vaso nel cortile di Palazzo San Francesco: è stata caratterizzata così la “giornata della Terra” a Sulmona. Poi l’assessore comunale Emanuela Cozzi ha annunciato che saranno messe a dimora in tutto il centro varie tipologie di piante: “Il maggiociondolo, il nocciolo, l’acero rosso ma anche  meli, noci, cornioli, lecci”. Cozzi ha poi detto che ”Piantare un albero significa nuova linfa, nuova energia per l’ambiente. Negli ultimi anni i cambiamenti climatici stanno influenzando la nostra vita, modificando il nostro territorio, l’agricoltura e le nostre abitudini. E’ il momento di cambiare passo e anche in fretta. Ogni albero è alleato della nostra salute: è un patrimonio del nostro comprensorio. Voglio ringraziare anche l’assessore Salvatore Zavarella che sta rendendo possibile l’avvio e la realizzazione di questo progetto”

Per parte loro, il segretario regionale del Pd, Michele Fina e la vice segretaria Chiara Zappalorto, a proposito del riconoscimento del Parco Majella sottolineano come “Se questo risultato è diventato possibile bisogna dare atto dello straordinario lavoro di tutti coloro che sono stati il motore, il cervello e le braccia del Parco, quindi il personale, i geologi, gli ambientalisti, gli esperti di flora e fauna che in questi anni hanno accompagnato e determinato la vita di un’area importante per la sua biodiversità, oltre che per la sua bellezza. Vanno poi ringraziati in modo particolare i Comuni che fanno parte del Parco e che vi hanno investito e creduto. Ora bisogna avviare un lavoro virtuoso che assicuri tutte le tutele e le possibilità di sviluppo e, al contempo, puntare sull’Ambiente come elemento di forza della nostra promozione turistica. Il nostro verde racchiude montagna, borghi, cultura, enogastronomia, storia, tradizione e innovazione: questo Abruzzo è la terra del futuro e siamo convinti che la ripresa anche economica debba partire proprio da qui. Il circuito del Global Geoparks Network è un’occasione formidabile non solo per far conoscere il nostro Parco, ma per aprire le porte alla promozione internazionale del verde d’Abruzzo e di tutto il Mezzogiorno”.

Tutto da sottoscrivere, sebbene l’enfasi per la collocazione di alcuni alberi ci appaia più come celebrazione della “Festa dell’albero” delle “Elementari” di vari decenni fa (per non andare troppo indietro pericolosamente). Ma se piantare un albero è una sfida per il futuro, conservare e curare quelli dei secoli passati è il minimo che si possa fare. E che non viene fatto: basti vedere come è stato trattata la quercia-simbolo nella Via di Ceserano per Pratola poco dopo la stazione ferroviaria (nella foto del titolo). Era un monumento alla vigoria e alla maestosità. Vi portammo Guido Conti, generale della Forestale, per farci dire quanti anni poteva avere e sapemmo che era almeno coetanea dell’Unità d’Italia. E’ stata fatta a pezzi per buona parte e rimane quasi spoglia: la sua vitalità l’ ha portata a mettere una specie di peluria nella parte bassa che lo rende quasi impudica. Per non parlare del modo nel quale vengono tenute le piante di quella follia del “Parco del Vella”, fosso inutile e muffoso che dilapidò vari miliardi di lire, in buona parte per… il movimento terra, con la velleità di rendere fertile il… fosso.

In questo contesto, le pur speranzose parole di una persona che si chiama zappalorto, nella giornata della terra, non ci consolano.