Non si fa il referendum per salvare i tribunali minori

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LA CORTE COSTITUZIONALE SI E’ PRONUNCIATA

15 GENNAIO 2013 – La Corte Costituzionale ha espresso il suo verdetto sui referendum per la abrogazione della normativa che sopprime i tribunali aventi sede in città non capoluogo di provincia.

Ha escluso che la richiesta, formulata da nove regioni, possa essere accolta, perchè l’abrogazione riguarderebbe legge di bilancio. L’ipotesi del referendum era di certo la meno percorribile tra tutte quelle che si erano proposte all’indomani dell’approvazione, da parte del governo Berlusconi e con il sostegno, sul punto, del Pd e dell’UDC, della revisione della geografia giudiziaria. Infatti, certamente sarebbe mancato il quorum, se si considera che il tema dei tribunali “minori” non è affatto sentito in città come Roma, Milano, Napoli, Palermo, Torino e, in genere, in tutte le città che determinano la percentuale di votanti nelle consultazioni referendarie.

La iniziativa delle nove regioni era soprattutto rivolta a dare un segnale politico, affinchè il governo prendesse atto del disagio che la soppressione di decine di tribunali determinerà in tutto il Paese; ma purtroppo è stato un buco nell’acqua.