VISITE GUIDATE NELLA SEDE DEI CELESTINI, CONCERTI E POCHI BRIVIDI
19 MAGGIO 2012 – l’Abbazia di Celestino V si era presentata di notte ai frati che furono i primi ad abitarla, poi ai disperati in una specie di filiale dell’Albergo dei poveri di Napoli, durante il periodo borbonico e poi ai detenuti dall’Ottocento al 1993. I comuni mortali, cioè quelli che
non avevano un patto di fedeltà all’eremita, quelli che potevano vivere senza elemosina e quelli che non avevano debiti con la società, non hanno potuto mai apprezzare le ombre dei tre cortili enormi, l’eco dei saloni sconfinati e delle scale barocche con le piccole e grandi volute rococò: al tramonto, infatti, implacabilmente il portone si chiudeva per tutti, tranne qualche eccezione per i pochi concerti allestiti, ma sempre fino a mezzanotte al massimo.
Questa notte l’Abbazia di Celestino resta aperta, perchè la più intelligente iniziativa del Ministero si estende fino a Sulmona senza scopiazzare gli eccessi delle “notti bianche” romane fatte molto per allestire baccanali indigesti. Nessun giallo viene rievocato: ce ne saranno stati tanti, a leggere le allusioni nelle cronache di questa casa generalizia che estendeva le sue ramificazioni in gran parte dell’Europa, soprattutto in Francia. Ma di nessun fatto “noire” si ha certezza, né tanto meno qualcuno si è avventurato a narrarlo, fosse anche con corredo romanzato. Nessun crimine famoso, almeno non in nome della rosa.
Quindi non c’è da temere brividi alla schiena da qualche spiffero che sbatte una finestra: anche perchè fino alle 22 a guidare le visite ci saranno funzionari della Soprintendenza e dopo si svolgerà un concerto con musiche di Frescobaldi, Pachebel, Scarlatti, Bach ed altri (con il maestro Fausto Settevendemmie) e da mezzanotte alle due alcune “Note dei musei” con Panfilo Porziella oppure i “Siparietti teatrali” del Centro di pedagogia e formazione teatrale . Insomma non ci sarà tempo di andare a sfogliare libri proibiti e macchiarsi l’indice; tra l’altro, non ci sono più libri e l’antico scrittoio deve ancora essere restaurato.






