Ora è il momento della Destra antagonista

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LETTERA AL SINDACO USCENTE TRADITO DAL PDL

13 APRILE 2013 – Caro Fabio,

della decina di consigli che ti ho mandato da questo giornale, pubblicato proprio per sostenere il tuo lavoro di sindaco,

hai accettato solo l’ultimo: quello di non ripresentarti con il Pdl o con una qualsiasi formazione che intenda sostenerlo.

Dai banchi del Liceo so che la coerenza è una condizione senza la quale non accetti alcuna proposta e prevedevo che le proposte che ti sarebbero state avanzate nulla avevano a che fare con la coerenza. Purtroppo il Partito Liberale (al quale io, e credo anche tu, abbiamo dato il nostro primo voto nel 1975) ha fatto la fine che ha fatto; e peggio è andata alla Alleanza Nazionale che ha sbiadito il vigore e il fascino del Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante. In queste condizioni, ho apprezzato il tuo impegno per fare politica nonostante le disillusioni. E ritenevo che la tua tempra potesse non arrugginirsi nella melma del Pdl, nella congerie degli arrivismi e delle ipocrisie, ma soprattutto dei tradimenti: succede, ad un partito che ha unico scopo quello di salvare il comandante, anche con il sacrificio delle istituzioni di una intera nazione. Penso che né Malagodi, né Almirante avrebbero sostenuto i capricci di chi pensava di ricevere la loro eterna sottomissione per averli “sdoganati”: l’uno e l’altro sarebbero stati fieri di non essere sdoganati e non hanno mai rinnegato le loro battaglie (tra le altre, quella contro le Regioni, che oggi viene tanto valorizzata). Così, sdoganata, la Destra si trova oltre la frontiera, sì, ma in esilio. E questo proprio nel momento in cui i giovani soprattutto hanno bisogno di coerenza, di princìpi che sono stati sempre di destra, come il concetto di libertà nel rispetto delle regole per non calpestare la libertà degli altri (figurati che ora il partito delle regole è l’erede di un partito comunista che ha sempre professato la rivoluzione sanguinaria e l’eliminazione di una classe sociale); come il concetto di autorità legato a quello di responsabilità, lontano dalla follìa della responsabilità del gruppo o della società pure per le scelte personali del principale protagonista di se stesso, come solo può essere l’individuo al di fuori e al di sopra del gregge. Adesso la “destra” è il carrierismo di squallidi arronzoni, incolti e famelici; hai provato a dare un contributo di onestà. Ma figurati… Ti hanno trattato prima come un marziano e poi ti hanno lasciato solo per aspettare che il tuo esperimento si spegnesse.

Vogliamo citare qualche esempio? Hanno lasciato Sulmona fuori dal cratere del terremoto, hanno lasciato che la Difesa chiudesse la caserma, hanno chiuso il tribunale, hanno nominato un presidente del Parco della Majella voluto da sindaci di sinistra per fare dispetto a quelli del tuo e del suo partito, Chiodi in persona è venuto a metterti in difficoltà sull’impianto della Snam, hanno approvato un cementificio a venti chilometri da Sulmona dopo un mese che tu avevi detto di “no” all’impianto sotto Pacentro (e per fare quel capolavoro a metà strada tra due parchi nazionali hanno preso pure i soldi del terremoto destinati a L’Aquila…). Ma sei sicuro che i tuoi referenti fossero quelli di “destra”?

Peccato, perchè, nonostante questo, in pratica non hai avuto opposizione in Comune, visto che da quei banchi abbiamo sentito solo qualche balbettìo e molte ipocrite lamentazioni dopo che hai messo in chiaro le contorsioni logiche di quegli interventi; e, in quanto ad opposizione fuori del palazzo, possiamo solo dire: da che pulpito è venuta! E’ venuta da qualcuno che se l’è legata al dito perchè sul cinema Pacifico hai spezzato la logica che dovesse rimanere appannaggio di “Sulmonacinema” (altro bell’esempio di cultura, che, in un logo delle ultime edizioni, ha affibbiato il pugno chiuso a Ovidio, mostruosità che solo da questo giornale è stata denunciata) ed hai indetto la più pulita delle gare per la gestione del cinema. Bella questa sinistra che riscopre la condanna del conflitto di interessi solo per Berlusconi…

Ma questo non è un epitaffio: prova a pensare di fare tu una pernacchia a chi la merita. C’è ancora tempo per una lista che parli alla Sulmona di destra, a quella della pulizia e dell’onestà, alla Sulmona degli artigiani e dei professionisti, ma anche dei molti immigrati che vogliono lavorare. Alla Sulmona contrapposta alle rendite parassitarie; a quelli che ogni mattina si alzano per rimediare qualcosa, quindi anche a quelli che vivono delle loro piccole risorse e sono stanchi di sentirsi mortificati perchè se siamo impresentabili in Europa “la colpa è di tutti gli italiani”.

Ci sono ancora dieci giorni per formare una lista di persone in grado di reggere una città. Provaci. Altrimenti avrai perso anche i cinque anni di impegno al Comune e tutti penseranno che adesso taci per avere una contropartita, come ieri ho sentito al Rotary.

Con l’amicizia di sempre                                               Vincenzo

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