Paperissima al “Tempo”

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DALL’ESTETICA DI ANGIOLILLO AL CONCETTO DI  “PAESE PARZIALMENTE SEMIDISTRUTTO”

8 LUGLIO 2014 – “Il Tempo” festeggia i settanta anni  e si racconta con la riproposizione di molte prime pagine, quelle del giorno successivo ai fatti più importanti dal dopo-guerra ad oggi.

Ma, invece di rifotografare e stampare gli articoli di Curzio Malaparte, di Leo Longanesi, di Francobaldo Chiocci, di Guido Piovene, invece di prendere fiore da fiore, si autoinfligge figure da “Paperissima”. Niente male il numero di oggi, che è quello… del 7 maggio 1976, dopo il terremoto del Friuli. L’incipit dell’articolo portante doveva andare al macero prima di entrare in tipografia; ed invece viene riesumato dopo quasi 40 anni: “Morti, paesi parzialmente semidistrutti”. E non era facile, come direbbero quelli di “Mai dire gol”.

Chi volesse poi girare pagina in cerca di un “Il pro e il contro” di Enrico Mattei, fulminante polemista proprio di quegli anni, si troverebbe davanti lo stesso titolo e lo stesso articolo, sebbene con carattere diverso: “Morti, paesi parzialmente semidistrutti”. Questo infierire sui lettori non fa parte della tradizione della testata di Piazza Colonna. Deve esserci qualcuno della concorrenza a infangare l’immagine dorata del foglio di Angiolillo, che si dice non sopportasse neppure gli spazi tra le parole quando si mettevano a forma di serpente nelle colonne del giornale e faceva ricorso a sinonimi di diversa lunghezza per spezzare quei grovigli… velenosi.