Pezzopane interpreta Cialente e le si allunga il naso

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29 OTTOBRE 2014 – La commissione Giustizia del Partito democratico della provincia dell’Aquila ha indetto una riunione per il 10 novembre tra i sindaci di L’Aquila, Sulmona e Avezzano

per sostenere la necessità della conservazione dei tribunali di Avezzano e Sulmona. La sen. Stefania Pezzopane, eletta con i voti del Pd, ha rivendicato  a sé il merito della proroga della soppressione, che sarebbe “frutto dell’emendamento che ho presentato al Senato quale prima firmataria, insieme ad altri colleghi senatori e in sintonia con l’Ordine degli Avvocati, dei sindaci dei territori e dei Comitati civici”. La parlamentare prosegue: “Un risultato importante per cui mi sono battuta più volte, ed in prima persona, mettendoci la faccia e sottolineando la necessità di quanto fosse necessario mantenere i presidi di legalità e di non spogliare i territori di sedi istituzionali strategiche, i cui tagli non porterebbero certo risparmi. Al contrario aggraverebbero i disagi dei cittadini e degli operatori di giustizia. Sulle dichiarazioni del sindaco Cialente credo ci sia stato un terribile malinteso. Ed io stessa nel Consiglio comunale aperto, convocato sull’argomento, ho chiarito le nostre intenzioni, ribadite anche dal capogruppo del Pd Maurizio Capri”.

Più che metterci la faccia, dovrà mettersi una maschera

Proprio partendo dall’ultima notizia, cioè dalla presa di posizione della sen. Pezzopane, va osservato che se fino ad oggi avrebbe potuto sostenere di non essere tra i parlamentari che hanno soppresso i “tribunali minori” e rimanere indenne, sotto il profilo politico personale, dal giudizio severo dei cittadini di Avezzano e Sulmona ( e degli avvocati marsicani e peligni), da domani tale parlamentare dovrà indossare a sua volta una maschera (altro che “metterci la faccia”) per presentarsi in incognito nelle città di Sulmona e di Avezzano.

Pretende di prendere in giro l’una e l’altra sostenendo l’assurda amenità di una proroga studiata e ottenuta nel loro interesse. E’ noto, invece (e lo afferma lo stesso provvedimento legislativo, presumibilmente noto a lei che lo avrebbe promosso) che la proroga è stata adottata solo per le esigenze delle città capoluogo di provincia (L’Aquila per Avezzzano e Sulmona, da un lato e Chieti per Lanciano e Vasto, dall’altro lato) di ospitare gli uffici e il personale che venivano trasferiti.

Quindi, già solo questo consente di affermare che tradisce la città di Sulmona e di Avezzano la sen. Pezzopane quando dice quello che ha detto oggi; si è battuta solo per evitare che apparisse manifesta la inidoneità degli uffici giudiziari dell’Aquila ad ospitare i tribunali accorpati. E, nel calibrare tale proroga, Pezzopane, Legnini, Pelino e gli altri parlamentari ai quali nel frattempo si va allungando il naso come a Pinocchio, hanno ben guardato quali fossero le necessità dell’Aquila e di Chieti, salvo poi rivendersi questo risultato nei confronti degli allocchi che credono ancora alla loro attenzione  per  Avezzano, Lanciano Vasto e Sulmona.

Una commissione fatta da fantasmi

Sull’altra novità della giornata, cioè sulla iniziativa della Commissione giustizia del Pd, dobbiamo prima di tutto manifestare sorpresa per il fatto che esista una commissione giustizia del Pd della provincia dell’Aquila; non se ne conosceva un precedente, né, tanto meno un componente. Se del Pd è il Ministro della Giustizia, Orlando, che sembra una ameba oppure un ectoplasma, tirato a fatica da Napolitano che lo ha imposto a Renzi sostituendolo, nella lista dei ministri, a Gratteri che aveva gli attributi giusti, figuriamoci chi sarà mai a comporre questa commissione giustizia della provincia dell’Aquila. Trattasi di un organo-cuscinetto che servirà al modesto risultato di dire ai sindaci di non litigare tra di loro, perché non sta bene e le scaramucce tra Cialente e Di Pangrazio fanno piangere la Madonna. Oltre questo, la commissione non andrà: Ranalli, per Sulmona, ha pensato bene di non dire neanche le pochissime cose (e fuori genere, numero e caso) che ha detto il suo collega marsicano.

Cialente sotto tutela

Un’ultima annotazione: sulle dichiarazioni di Cialente non c’è stato nessun malinteso, né terribile, né d’altro genere. Cialente ha detto delle cose che, messe nella loro successione secondo la lingua da lui usata, l’italiano, hanno un significato, ben colto dal presidente degli Avvocati di Avezzano e dallo stesso Di Pangrazio, anche se poi quest’ultimo ha detto più scempiaggini di Cialente. Se il problema sta adesso nel tentativo del Pd provinciale di recuperare qualcosa riavvolgendo il nastro perché non riesce a controllare il Cialente sempre più confuso, è evidentemente una questione del Pd, che non può modificare il dato di fatto: da una parte Sulmona e Avezzano cercano di conservare i propri tribunali, dall’altra L’Aquila cerca di accorparseli.

Il Pd certamente non vive un buon momento in questa lacerazione; ma non è con l’inganno delle parole che può risolvere il contrasto. La soppressione di tribunali che hanno un ruolo fondamentale nelle rispettive aree e che, statistiche alla mano (v. “Il tribunale dell’Aquila sentenzia meno di quello di Sulmona” e “GIUSTIZIA: anche le statistiche salverebbero i tribunali di Sulmona e Avezzano”), producono ciascuno più di quanto produce il tribunale accorpante, è uno scandalo che grida vendetta. Forse il Pd non saprà gestirlo; né saprà evitare le conseguenze sociali e di ordine pubblico che certamente verranno per reazione alle prese in giro di Legnini, Pelino e adesso anche di Pezzopane.