MILITARI CHE SPARANO E IPOCRISIE DI FAMIGLIA
26 DICEMBRE 2014 – Tripudio di presepi in tutte le case.
Qualcuno ad immagine della tradizione ormai quasi millenaria; qualcuno un po’ meno. Come questo che evoca l’accoglienza al giorno d’oggi della venuta di un agnello sacrificale: sarebbe accolto dalla ipocrisia delle “missioni di pace” alle quali pure l’Italia partecipa e che si sostanziano in operazioni di polizia per battere le minoranze e inscenare elezioni-farsa, come in Afghanistan o in Pakistan, con tutto quello che portano come legittima reazione di quelle minoranze e, quindi, come ulteriore violenza.
Oppure come il presepe dei divorziati, inquadrato più sotto: un invito a non celebrare con conformismo l’icona della famiglia da tenere unita a tutti i costi, pur con tradimenti e propositi omicidi. L’icona stessa che ha fatto sentire e fa sentire una specie di diversità per i figli di matrimoni finiti, ai quali andrebbe suggerita la lettura, in questi giorni di annunciate nevicate: “Figli sereni di amori smarriti” di Donata Francescato, MONDADORI, 1994, invece di ingozzarsi di panettoni con quel che resta delle famiglie, pensando all’amante che incalza sul cellulare.






