PRIMA DELL’ALBA SUL PESCARA UNA PREGHIERA LAICA PER OVIDIO

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SPETTACOLO DALLE METAMORFOSI: UN IMPEGNO CIVILE DELLA CULTURA MILLENARIA

21 APRILE 2014 – Ovidio viene invocato perchè sostenga il ciclopico sforzo di far tornare pulita la Terra, nella giornata mondiale per il pianeta (nella foto: il Pescara a Popoli prima di inoltrarsi nelle gole di Bussi).

Viene evocato perchè la sua terra, quella parte oltre il Morrone che egli non ha cantato perchè troppo normale nella sua purezza, quella non arricchita delle essenze della vita di Roma, alla quale il Vate non voleva rinunciare e che dovette abbandonare dal giorno alla notte, non subisca più l’oltraggio dei veleni, rilasciati lentamente da un pozzo o dieci o cento che dosano arsenico, piombo, metalli in numero forse incalcolabile.

Il cantore dei miti sarà idealmente e laicamente implorato domani mattina, 22 aprile, alle 6, alla foce del Pescara, a cinquanta chilometri da casa sua e a poco più di trenta dall’inferno di una metamorfosi che ha i caratteri di quelle “mutate forme” dei suoi quindici libri: il passaggio verso un tipo di vita degradato, l’irreversibilità del cambio del destino, la percezione del disvalore della condotta dei protagonisti (almeno di uno). E soprattutto la inconsapevolezza della vittima fino a quando la trasformazione non si è compiuta. Proprio così è andata alla Terra vicino a Bussi, alla Terra vicino alla Sulmona di Ovidio e che dalla Sulmona di allora e di oggi riceve le acque per trasformarle in veleni..

Si chiama appunto “Miti d’acqua” lo spettacolo che “Thiasos” proporrà alla “Madonnina”, sulla foce del fiume di tutto l’Abruzzo, alle 6, quando in molti saranno ancora avvolti nel sonno delle fatiche del Lunedì di Pasqua. Ma va bene così, rimarrà almeno un segno di quello che Ovidio può, oggi più di sempre, imprimere ad una battaglia che è prima di tutto culturale, perchè leggi e codici penali non hanno potuto impedire quello che dovevano impedire e stentano anche a reprimere quello che dovrebbero reprimere. Dovrebbe risalire dalla “Madonnina”, lungo il percorso del Pescara malato, impedito come una ninfa che si deve vergognare dello stupro di Zeus, l’impegno di poche persone, che siano determinate e vincano i mille ostacoli di un Plutone oggi nascosto nelle viscere a confezionare e a stoccare i veleni verso l’Adriatico (nella foto più in basso il Pescara nei pressi di Bussi Officine, a cento metri prima di inquinarsi con i rifiuti venefici).

Sarà un’alba di recitazione dei “Miti d’acqua”, di quelli che Sista Bramini, con il suo Thiasos, narra da qualche anno trovando scenari sui monti dell’Italia e dell’Europa, per ricordare che senza Ovidio e senza la cultura del suo tempo non si vive o si vive avvelenati, il che è lo stesso.

E concludiamo proprio con le parole della regista e protagonista dell’alba del giorno dopo i veleni:“Come non mai, l’attualità ambientale che travolge, di questi giorni, l’Abruzzo e Pescara, ci ricorda non solo che l’acqua è vita, ma che la Terra è Acqua, perché l’Acqua rende viva la Terra. La Giornata Mondiale  di quest’anno è perciò dedicata, da noi artisti, a rinominare la simbiosi vitale TERRA/ACQUA, mai dimenticando che fra gli elementi della natura non esistono confini e che  non costituiscono, rispetto a noi, una realtà “esterna”, in quanto ogni nostro  corpo è il risultato della loro interazione,così come succede per ogni essere vivente” (nella foto in basso una coreografia di Thiasos).

Il “Teatro natura”