PROTESTA AL CARCERE – Brunetti pensa positivo, anzi…

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30 MAGGIO 2012 – Il provveditore per l’Abruzzo e Molise degli istituti di pena, Bruna Brunetti, ha detto che l’assenza delle organizzazione sindacali dalla festa della Polizia penitenziaria, ieri a Fonte d’Amore, non è da interpretare contro il provveditorato, ma sarebbe un “modo positivo per mostrare solidarietà nei confronti del loro direttore”.

Magari sarebbe stato opportuno farlo dire ai sindacati, visto che loro hanno protestato e avrebbero potuto fornire una interpretazione autentica del gesto. Di certo non sarebbe decisiva l’interpretazione di chi poteva essere l’obiettivo della protesta. I sindacati, solo in parte rappresentando la rabbia di quasi tutti gli agenti della Polizia penitenziaria (che avrebbero detto di più e di peggio), non hanno sopportato la morale che dal trasferimento di Sergio Romice sembra trarre tutto l’ambiente carcerario: che, cioè, qualcuno manda agli arresti domiciliari un condannato a qualche decennio di pena, e a fare le valigie deve essere il direttore del carcere che non ha avuto neanche il minimo potere decisionale.

Ora, stare a dire che, in fondo, i sindacati volevano dare un segnale positivo se hanno deciso di non mettere neanche piede alla festa significa meglio ancora che pensare positivo: significa pensare fantastico, anzi anche un po’ fantasioso.

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