IL SUDORE DI GIGI PROIETTI – NEL GIUGNO 1976 UN ESEMPIO DI GRANDE ACCADEMIA
Occorre risalire al 1976 per annoverare un altro esempio di “Prima” teatrale importante, oltre quella di Chiara Muti
In quel caso, veramente, si trattò di un vero e proprio laboratorio scenico che Gigi Proietti allestì al “Teatro Comunale” di Sulmona. Per buon parte del mese di giugno provò il lavoro fondamentale di tutta la sua carriera : “A me gli occhi please”. Poi lo portò in giro per anni, sempre con nuove idee e varie integrazioni. Ma l’allestimento finale delle prove, quello che andò in scena in un teatro stracolmo in ogni ordine di posti, fu proprio quanto risultava nella “Prima” sulmonese dopo l’ultimo ritocco di qualche ora prima.
Per giornate intere Proietti aggiunse e tolse, modificò, cambiò radicalmente, senza un attimo di impazienza o di insofferenza per le cose che non lo convincevano. Alla fine “A me gli occhi, please” era uno spettacolo completamente diverso dalla prima delle prove, se non per l’impianto di fondo. Il teatro era un’isola nel centro storico: l’ingresso era consentito a tutti, perché i veri artisti non hanno da vergognarsi se cambiano e stravolgono.
C’erano degli attimi di silenzio assoluto, durante i quali nessuno doveva chiedere agli spettatori di non disturbare; e poi si sentiva la straripante risata del Maestro, che per sottolineare i contrasti usava tutta l’accademia che si portava dietro. Il caldo torrido dell’estate incipiente e afosa di Sulmona non oltrepassava l’ingresso degli artisti di Via dei Sangro e non incalzava né Gigi Proietti, che sudava di suo, nè i tecnici: sembrava che fossero avvolti in una nuvola al di fuori del mondo, perché erano tutti presi dal testo e dalle musiche. Proietti parlò con nostalgia di quella esperienza una ventina di anni dopo, in una intervista al “Corriere della Sera” e disse che avrebbe voluto ripeterla.
Ma le cose del teatro, si sa, hanno uno stampo che si butta subito via, prima della spaghettata di mezzanotte oppure della sbrigativa ripartenza nella notte, sull’autostrada.