GLI ARBITRI DELLA BELLEZZA

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COME SOVRINTENDONO LORO NON SOVRINTENDE NESSUNO

Bellezze per decreto. Sono le brutture che attraversano il vaglio della Soprintendenza ai Monumenti dell’Abruzzo, con sede in L’Aquila. Le oscene aperture realizzate sul muro perimetrale di Palazzo Mazara a Sulmona fanno rabbrividire, ma sono state approvate da chi dovrebbe tutelare l’armonia del centro storico di Sulmona. Si tratta di sbocchi di condizionatori che perforano la bellezza del palazzo, peraltro fatto oggetto di vincolo dalla stessa Soprintendenza.   “Vistosi come nei sulla pelle bianca, li vediamo infatti sbucare sulle pareti esterne di antiche case del centro storico, appollaiati persino su quelle che godrebbero del vincolo monumentale, come in Via Carrese” scriveva con attenzione il periodico “Zac” qualche mese fa. Ma basta cercarlo, il decreto (chiamiamolo così, ma gli diamo troppa dignità) che sana anche gli obbrobri. Ed infatti  è stato consentito quello che è ripreso nella foto. Il bello lo definisce la Soprintendenza, che può dire “bianco” dove l’occhio normale vede “nero” e sconquassare l’armonia e l’eleganza di un Palazzo davanti a quello del Comune.

Come sovrintendono loro non sovrintende nessuno.