MIELI AL SEMINARIO SEMINA IL RIARMO

439

CURIOSO TEATRO PER I PROCLAMI CONTRARI ALLE POSIZIONI DI PAPA FRANCESCO – UN PO’ COME LA STORIA DEL MAFIOSO ACCOLTO AL MUSEO DIOCESANO – CHE CI SIA UNO SCISMA IN ATTO?

30 MARZO 2025 – Mentre Papa Francesco era distratto da cose più connesse alla sua sopravvivenza, all’ex Seminario di Sulmona è stato ospitato venerdì pomeriggio Paolo Mieli, giornalista, due volte direttore del “Corriere della sera”, che il giorno prima aveva scritto proprio su quel quotidiano: “Si acconcino, gli europei, a parare semmai i prossimi colpi dei russi. Non tanto quelli da considerarsi inevitabili rivolti contro le indifese aree che un tempo appartennero all’Unione societica (in qualche caso interi Paesi). Quanto quelli indirizzati contro l’insieme degli Stati europei. E’ infatti probabile che Mosca, con il consenso americano, vorrà testarne, uno per uno (nessuno escluso), la tenuta, la capacità di reazione nonché di difesa. E non solo in termini militari. Quello di Putin è, non da oggi, un Paese destinato a vivere e sopravvivere esclusivamente in tempi di guerra”.

Qualcuno, nell’aula dell’ex Seminario, avrebbe potuto dire a Mieli che, da ospite, avrebbe dovuto avere il garbo di non trascurare quello che Papa Francesco disse tre anni fa, all’indomani dell’aggressione della Russia sull’Ucrania: che, cioè, non era stato corretto abbaiare alla frontiera con la  Russia, come aveva fatto la NATO con finte esercitazioni militari, seguite, peraltro, al programma sbandierato per l’ingresso dell’Ucrania nella Nato. Il quadro descritto da Mieli in quell’articolo era in linea con le nefandezze europee, compresa quella strombazzata dalla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per una spesa collettiva di 800 miliardi di euro in armamenti, l’esatto contrario di quello che da anni va dicendo Papa Francesco, indignato per la corsa agli armamenti e drastico nella condanna per l’incremento delle spese militari. Qualcuno, nell’aula del seminario (che fa parte ancora del patrimonio della Curia o del Vescovado), parlando per il padrone di casa, avrebbe dovuto dire a Mieli che gli europei spendono tre volte di più di quello che spende la Russia in forze armate e che, quindi, se c’è una parte guerrafondaia, non può ritenersi sia soltanto la Russia.

Ma i precetti di Santa Madre Chiesa a Sulmona hanno un’isola di incompiutezza, data, forse, anche la malattia molto grave di Papa Francesco e gli appelli dei… riservisti, o dei profeti dell’”Armiamoci e partite” in età avanzata e fuori di ogni possibile richiamo alle armi, per questo testardi sostenitori del “ReArm Europe”, vengono ospitati nella stessa aula dove lo spirito cristiano insegnava la tensione alla pace ai giovani che si volevano fare preti. E’ così recente il caso del mafioso, braccio destro di Matteo Messina Denaro, accolto a braccia aperte nel Museo diocesano pur dopo l’anatema di Papa Giovanni Paolo II contro i mafiosi, che si possono avvertire i preamboli di uno… scisma peligno all’interno della Chiesa cattolica. Certe volte l’esempio di Celestino viene interpretato male e dà alla testa ai preti del terzo Millennio.   

Please follow and like us: