QUEL CHE DICONO DI OVIDIO: AUGUSTO SERAFINI NELLA “STORIA DELLA LETTERATURA LATINA”

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Il monumento di Ovidio a Costanza

16 FEBBRAIO 2018 – Nel suo “Storia della letteratura latina”, edito vari decenni fa dalla “Società editrice internazionale”, Augusto Serafini riporta i “Caratteri della poesia ovidiana”: “La prima cosa che colpisce leggendo Ovidio è la scorrevolezza e la facilità del verso: sembra proprio che nello scrivere egli non abbia fatto nessuna fatica (ben diversamente da Orazio, per il quale ogni carme è così laborioso!), che tutto sia riuscito spontaneo. Era lui stesso conscio di ciò: “Spontaneamente la poesia trovava il ritmo adatto e quello che provavo a scrivere usciva già in forma di verso”.

E delle Metamorfosi Serafini scrive : “Si tratta di un’opera dai confini immensi: ben 15 libri e 12.000 versi (più vasta della stessa Eneide!); 250 metamorfosi dalle origini del mondo a Giulio Cesare trasformato in astro. Vi si dispiega quella straordinaria capacità di interpretare le più differenti situazioni (soprattutto femminili), di cui Ovidio aveva dato un saggio cospicuo nelle Heroides

Ma un chiaro segno di quello che seppero fare gli artefici del Bimillenario della nascita di Ovidio a confronto di quanto non è stato fatto nel Bimillenario della sua morte viene dalla bibliografia che il Serafini riserva all’esame del poeta sulmonese: “Ovidiana, Recherches sur Ovide, Paris “Les Belles Lettres” 1958 (studio in occasione del bimillenario ovidiano: ricchissima raccolta di argomenti trattati da insigni studiosi). – Inoltre Atti del Convegno internazionale ovidiano, Sulmona-Roma 1958, voll. 2 (importanti contributi per il bimillenario); Studi ovidiani, Roma Istituto di Studi romani 1959 (poesia, esilio, fortuna nei secoli trattati da insigni studiosi.

Tutto questo rimane del bimillenario di sessanta anni fa.