Ranalli getta Fina sul fuoco

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Fina ti benzinaBATTAGLIA AL CALOR BIANCO NELLE LISTE DI D’ALFONSO

9 MAGGIO 2014 – Il punto di attrito tra due sostenitori di Luciano D’Alfonso a Sulmona non è di poco conto:

a combattersi sono il sindaco Peppino Ranalli e il candidato al Consiglio regionale Andrea Gerosolimo. Non c’è antipatia, non c’è la rincorsa a qualche carica in particolare, non c’è la contesa sulla leadership di uno schieramento. C’è solo, di mezzo, un ricorso al Consiglio di Stato che il Gerosolimo vuole perorare ancora per scalzare Ranalli dalla sedia di sindaco di Sulmona. Secondo quest’ultimo, il candidato alle Regionali non darebbe “seguito agli impegni assunti con il candidato alla presidenza della Regione, Luciano D’Alfonso, quando ha chiesto di far parte della lista dei candidati del centrosinistra. Non si tratta, come lui afferma, di “false argomentazioni”. Esiste invece un documento sottoscritto proprio da Gerosolimo, in cui, tra le altre cose, si impegna a ritirare il ricorso al Consiglio di Stato contro il risultato elettorale delle elezioni amministrative di Sulmona. Riguardo a quelle che lui chiama ” infondate e strumentali voci” circa la collocazione politica, voglio sottolineare che la notizia di un suo prossimo passaggio al Partito democratico  é stata ufficializzata  da un autorevole esponente del Pd come Michele Fina, il quale si è detto certo dell’adesione di Gerosolimo e del suo impegno a favore del nostro partito già nelle prossime consultazioni europee. Occorre quindi fare chiarezza politica e bisogna rispettare gli impegni assunti. Gerosolimo dichiari una volta per tutte la sua effettiva appartenenza politica e se intende far parte del Pd. Non può proporsi come rappresentante di questo territorio quando continua a sostenere il ricorso presentato contro la mia amministrazione in discussione il 13 maggio di fronte ai giudici del Consiglio di Stato. Mettendo a rischio la governabilità con i continui attacchi dei suoi referenti in consiglio comunale contro l’amministrazione comunale, e  sostenendo il possibile arrivo di un commissario prefettizio che porterebbe la nostra città in un vicolo cieco e fuori da ogni possibilità di ripresa economica. Lui dice di essere un uomo delle istituzioni che lavora per il bene dei cittadini del nostro territorio.  Lo dimostri adesso, ritirando il ricorso e dando seguito concreto agli impegni assunti, non tradendoli”.

Non sappiamo, in verità, dove stia la giusta interpretazione degli eventi, perchè sono troppo interni ad una parte politica e della “res publica” hanno poco. Solo dobbiamo dissentire dalla definizione di Michele Fina come “autorevole esponente del Pd”. Il Pd non ha autorevoli esponenti, tout court: non è autorevole Renzi, figuriamoci Fina. Per dire: se a dirimere la singolar tenzone tra Ranalli e Gerosolimo deve essere preso ad arbitro uno dal nome di Michele Fina, abbiamo ragione a risentirci nel vedere a chi si appella il nostro sindaco, primus inter pares della città di Ovidio.

Ma poi, Fina non era un nome di benzina (reclame:”Fina ti benzina”, abbastanza insipida, rispetto alla mitica “Con Api si vola”)? E si può esser miti gettando Fina sul fuoco?