RIFIUTI CHE APPESTANO? “TRANQUILLI, E’ TUTTO GREEN”

711

PARADOSSI AL COGESA MENTRE IL “CONTROLLO” CONVOCA MARGIOTTA – LE VISITE IN APNEA

29 AGOSTO 2019 – Quando il Presidente del “Controllo”, dott. Maurizio Balassone, è entrato, insieme alla consigliera comunale avv. Elisabetta Bianchi, all’impianto del COGESA per lo smaltimento dei rifiuti, si è trovato davanti uno spettacolo desolante: intere pareti di residui di plastica da un lato; muri di carta pressata dall’altra e nessuna attività per “lavorarli”, cioè avviarli alla definitiva trasformazione. Tutto intorno un fetore insopportabile, che costringe gli utenti che conferiscono autonomamente (nel centro di raccolta aperto tutti i giorni) ad effettuare incursioni in apnea. In altre parole: una discarica a cielo aperto, perché, con il pretesto della congiuntura dovuta alle ferie, l’impianto non reggeva il ritmo dei nuovi arrivi. Il COGESA si è caricato negli ultimi due anni di tutto il conferimento del Comune dell’Aquila, che è lontano settanta chilometri e che è stato inglobato nel Consorzio per mere strategie politiche e di contabilità statistica: nessuno avrebbe mai pensato che un impianto, sorto per Sulmona e il circondario, sarebbe stato gravato di una quota (sproporzionata) di rifiuti provenienti dal capoluogo regionale che ramazza tutti gli uffici regionali e provinciali e non ha mai programmato la sua raccolta di rifiuti, perché è un capoluogo essenzialmente parassita. Ma proprio il COGESA ha salutato con ossequio le paradossali decisioni dei presidenti della giunta regionale, D’Alfonso e Marsilio, di deviare su Sulmona i rifiuti che altrove non si sapeva indirizzare proprio per la politica della cicala adottata da altre città, compresa la Roma guidata dai comunisti (i “competenti”) e, poi, dal sedicente “di Destra” Alemanno.

Ora che la gestione del COGESA richiederebbe la maggiore oculatezza con un consiglio di amministrazione pluralista ed attento, resta al comando un amministratore unico, avv. Vincenzo Margiotta, che balbetta scuse, mentre la Valle Peligna insorge per i nauseabondi odori dovuti, a suo dire, al “vento”, al “caldo” e all’ “economia circolare”. Ed è di ieri la diffusione, da parte proprio di Margiotta, di un comunicato che informa della adozione su tutti i computer del Cogesa di un’idea di un 35 enne tedesco per la piantumazione di alberi in rapporto ai “click”. “Ci è piaciuto il progetto e abbiamo deciso di aderire anche noi” dice e diffonde Margiotta. Mentre le immondizie di Noce Mattei puzzano, Margiotta afferma: “Abbiamo anche chiesto di ricevere un report periodico delle nostre cliccate e del nostro contributo alla causa della piantumazione degli alberi. Se avremo riscontri positivi continueremo la sperimentazione, altrimenti stiamo già lavorando su altre pratiche green che coinvolgeranno tutti i dipendenti e l’azienda”.

Ma la sana raccolta e l’elementare smaltimento sono pratiche meno green? L’abbattimento della puzza è troppo terra-terra rispetto ai click ai quali si rapporta la piantumazione degli alberi? E si può aggiungere che non ci interessa un fico secco se vengono piantati mille o un milione di alberi, rispetto alla pulizia dell’ambiente nel quale lavoriamo e viviamo ogni giorno e vorremmo lasciare ai nostri figli? Ma che percorso di specifica competenza aveva questo Vincenzo Margiotta prima di diventare manager di una società di smaltimento di rifiuti? Quale curriculum che lo designasse come persona giusta nel posto giusto? E perché mai, se competenze specifiche non aveva, la Valle Peligna deve scontare la inadeguatezza del COGESA con un vertiginoso abbattimento della qualità della vita? Quando se ne va o lo mandano a casa con dieci, mille o un milione di click? E qualcuno ha istituito un sito per riscontrare il gradimento degli utenti sulle ultime iniziative del COGESA?

Nella foto del titolo l’impianto del Cogesa; nell’altra una visita nello scorso inverno; sulla destra l’amministratore unico del consorzio, avv. Vincenzo Margiotta

Please follow and like us: