Sbic (e solo Sbic) parla dell’autostrada dirottata

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PRIMO DIBATTITO IN UNA SURREALE CAMPAGNA ELETTORALE

30 MARZO 2016 – Alle ore 18 di oggi si parlerà del progetto di una bretella autostradale per collegare Bussi a Cerchio

evitando tutta la Valle Peligna. L’iniziativa è di “Sulmona Bene in Comune”, che nel Palazzo Sardi, a Via Angeloni, farà discutere Catia Di Nisio, geologa, Roberto Montagna, consulente di Economia del Turismo e Giovanni Diamante, assessore Comune di Popoli.

Ce n’è voluto, ma alla fine di questo strano progetto si parla anche a Sulmona, in una riunione aperta al pubblico.

Lo fa l’opposizione, perché Sbic si propone in questa campagna elettorale valorizzando il consuntivo di forza politica costantemente fuori della maggioranza e proponendo un programma che è molto distante dagli indirizzi perseguiti dalla maggioranza appena scoppiata. Ma certamente ne parla l’opposizione perché la maggioranza avrebbe potuto adottare risoluzioni decise e chiare e si è tenuta lontano dall’affrontare un tema così nevralgico per la “Conca di Sulmona”; la maggioranza, almeno in sede regionale, potrebbe ancora assumere una posizione chiara, per evitare che lo squilibrio delle zone interne si accentui. Potrebbe farlo a livello nazionale per dare un segnale netto sulle opere pubbliche costose e inutili.

Ma è significativo che a parlare di un tema, che in altre epoche avrebbe polarizzato le reazioni di tutti, siano solo quelli di Sbic: la stessa Forza Italia, che ha svolto azione di contrasto e di sollecitazione alla giunta di Ranalli, nulla fa sapere sul tipo di rivolta che intende allestire contro lo scempio annunciato e già ratificato, almeno dai socialisti che hanno fatto sparlare di programmazione, proprio a Sulmona, un loro sottosegretario.

Sulle grandi opere pubbliche (e le autostrade fanno parte di questo ambito) vigono ancora i rapporti del Patto del Nazareno (mai del tutto chiariti dalla nebulosa della segretezza dalla quale furono avvolti): così senatori e deputati di Forza Italia non si concedono neppure ad una interrogazione o interpellanza parlamentare che in genere non si nega a nessuno e che è stata una strada battuta solo dal Movimento 5 Stelle.

Sbic svolge il suo ruolo, dunque: e certamente la conferenza di oggi sarà interessante, anche perché daranno contributi le voci più adatte per la loro specificità. Ma gli altri? Può essere che si stia svolgendo una campagna elettorale nella quale si parla solo delle persone dei candidati, alcuni dei quali del tutto sconosciuti, da votare a scatola chiusa e senza che si sappia nulla di quello che pensano sui tagli alle ferrovie, sui dirottamenti delle autostrade e sullo collocazione di cementifici che saranno utili per tutte le teorie del moltiplicatore economico, ma giammai per la Valle Peligna che dovrà ospitarli? Possibile che solo una piccola forza di opposizione debba proporsi per fare un bilancio delle utilità e dei costi di una decisione che, da un lato, farà chiudere una trentina di viadotti perfettamente efficienti e, tra le altre, una mega-galleria che svenò l’economia pubblica all’epoca della costruzione, e, dall’altro lato, farà costruire una trentina di altri viadotti e tre mega-gallerie che sveneranno l’economia pubblica oscillante sull’abisso della bocciatura dagli organismi europei?