Scrivere poesie, come Vittorio Monaco

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TRE COMPOSIZIONI PER NAVIGARE VERSO IL PARNASO

24 FEBBRAIO 2013 – Bastano tre poesie per dare il senso di se stessi; e su tre poesie la giuria del “Premio Vittorio Monaco” sceglierà il vincitore della quarta edizione.

 

 

 

Forse la poesia ha qualcosa in comune con il cinguettio: quella moderna è priva di orpelli e deve seguire un ritmo sconosciuto alla prosa ordinaria (la prosa dettata dal cuore ha a sua volta un incalzare suadente, un cercare le immagini che è un po’ il percorso della poesia). Quindi va diretta al cuore, talvolta senza passare per i dettami della prosa che deve essere ordinata, rigorosa, pura per non scompaginarsi e risultare tediosa o dispersiva. Tutto questo viene in mente riassaporando l’immediatezza di quello che scriveva Vittorio Monaco; paradossalmente, di quello che scrivono gli inconsapevoli poeti del terzo millennio quando si esprimono attraverso la sintesi del “twitter”.

E con tre poesie si può partecipare al concorso, fino al 30 giugno prossimo: magari qualcosa di più lungo del “Mi illumino d’immenso” e più breve del “Cinque maggio”, anche perchè debbono essere scritte in dialetto, un qualsiasi dialetto e non necessariamente quello monacense di Pettorano sul Gizio. “L’obiettivo – sottolineano al Centro Studi e ricerche Vittorio Monaco – è esprimere con i versi e in dialetto la perenne attualità dei valori che fondano le collettività: storia, impegno civile, lavoro, rispetto, attenzione agli altri. L’iniziativa tende a ribadire come una delle vie della memoria sia proprio la poesia, strumento di condivisione e di identificazione della storia individuale e collettiva”.

Poco poetico l’indirizzo delle poesie: lo SPI-CGIL di Pescara, Via Benedetto Croce 108, ma anche attraverso il sindacato si può raggiungere il Parnaso.