Se l’Abruzzo è governato da chi ha i piedi sulla sabbia…

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FERMA REAZIONE ALLE SCEMPIAGGINI DI UN PROGRAMMA TELEVISIVO SUI  DISASTRI NATURALI

25 GENNAO 2017 – Non bastasse l’incapacità dell’Anas a tenere aperte le strade d’Abruzzo e in particolare la SS17 nei giorni dell’Epifania,

ci si è messo pure un parroco, in una trasmissione in diretta televisiva, ad ostacolare l’afflusso di sciatori e a orientarlo sulle Alpi. Succede anche di questo mentre l’Abruzzo si lecca le ferite di slavine, terremoti e cadute di elicotteri. Insorge il commissario della Comunità Montana dell’Alto Sangro, avv. Andrea Liberatore, che così cerca di mantenere alta la bandiera del buon nome di tutto il bacino di Roccaraso e dintorni; insorge, dunque e aggiunge che “se nessuno si muove potremo sicuramente dire che questa regione (anche di montagne) è governata con i piedi sulla sabbia”. Come non collegare questo appunto a Luciano D’Alfonso che ha fatto il sindaco a Pescara e da Pescara pretende di dettare norme e protocolli per le zone montane? E infatti D’Alfonso non si muove e non parla: un po’ perché, secondo il metodo di Matteo Renzi, è bene non abbinare la propria immagine e le proprie parole a eventi tragici e, piuttosto, è meglio ciarlare su “materplan” oppure inaugurare un sottopassaggio in una stazioncina o divertirsi a coniare parole inesistenti; ed un po’ perché se i turisti si impressionano per le parole di un parroco, i guai si producono in montagna, appunto.

Molto più sommessamente reagisce anche il sindaco di Roccaraso, Di Donato, che mette in guardia sugli effetti di trasmissioni avventate e ricorda che gli impianti del bacino dell’Alto Sangro sono sicuri. Scrive anche al direttore generale della Rai, Campo Dell’Orto, e al presidente della commissione di vigilanza, Fico. Ma sarà molto difficile che la Rai rimedi.