SE NE OCCUPA RAITRE IN UN APPROFONDIMENTO ALLE 12,20
22 FEBBRAIO 2014 – Ogginella rubrica di approfondimento in onda dalle 12,20, la televisione di Stato, nella terza rete, parlerà di Ovidio, della sua vita, della sua relegazione.
Il poeta viene presentato come l’autore dell’Ars Amatoria, che gli sarebbe costata la relegazione perchè avrebbe causato l’irritazione dell’imperatore Augusto.
Bisogna sempre prepararsi al peggio, quando si ascoltano gli “approfondimenti” su Ovidio che si fermano all’Ars Amatoria. Sono, invero, degli sprofondamenti: nella bolsaggine, nell’effetto scenico, nella melensa rappresentazione di un uomo che non sapeva quel che faceva e che lo avrebbe compreso sul Ponto. Ormai almeno da sei anni, per merito del prof. Luciano Canfora, ma anche di validissimi e meno conosciuti accademici di Bari, i contributi storici e letterari su una chiave di interpretazione nuova hanno scosso le Università e i più attenti cultori della letteratura ovidiana. Rimangono ferme sulle supposizioni del licenzioso Ovidio le cariatidi che hanno fondato la propria fortuna sullo studio della metrica e della musicalità del Vate, senza nulla leggere nella sostanza, nei riferimenti sottili, negli ambigui accostamenti, dai quali emerge un Ovidio indomito anche a Tomi nel rimproverare a Livia, rancorosa moglie di Augusto, il suo strapotere e la tenacia con la quale voleva imporre il proprio figlio Tiberio (non figlio di Augusto) alla successione dell’Imperatore.
Sembra di risentire Antonello Venditti che rimproverava al liceo (e al professore cariatide) la ripetizione sempre della stessa storia, al punto che non sapeva neanche dopo decenni se Dante fosse un uomo libero, un fallito o un servo di partito. Ovidio non era servo di partito, tanto meno fallito e fece una scelta coraggiosa; poi scrisse anche il carmen che lo avrebbe condannato. Ma almeno uno sforzo per capire quale sia stato l’error lo si vuol compiere prima che si… compiano duemila anni dalla morte?
Preannunciare che di Ovidio si parlerà come il massimo autore della letteratura erotica significa preannunciare frottole. Vedremo se, come diceva Nanni Moretti, si continuerà così, senza sapere cosa sia la Sachertorte: continuando a farci del male.






