A MAGGIO IL REFERENDUM PER L’AREA METROPOLITANA. CERCASI UN CAPOLUOGO VICARIO
20 FEBBRAIO 2014 – Il 25 maggio dalle ore 7 alle ore 23 gli elettori di Pescara, Spoltore e Montesilvano si recheranno alle urne per partecipare al referendum consultivo, indetto dal presidente della regione Abruzzo, sulla costituzione del Comune “Nuova Pescara”.
E’ il primo passo per disegnare una nuova mappa amministrativa dell’Abruzzo. Pescara, in sostanza, diventa area metropolitana: il territorio della sua provincia si diversificherà profondamente dal contesto del capoluogo. Ne risulterà una provincia assolutamente anomala rispetto alle altre tre, perchè sarà più evidente il distacco, sotto il profilo sociale, di un ambito ancora caratterizzato dalle tematiche dello sviluppo agricolo o industriale rispetto all’area metropolitana che non potrà avere né lo sviluppo agricolo, né quello industriale per mancanza assoluta di spazi. Da Penne a Popoli, passando per Manoppello, Torre de’ Passeri, Tocco Casauria, la attuale Provincia di Pescara dovrà avere un altro polo di aggregazione fino a quando esisteranno le province (e si può prevedere che esisteranno ancora per molto); quando poi dovesse passare una legge di soppressione, il polo di aggregazione dovrà comunque costituirsi (con un altro nome rispetto a quello vecchio di “provincia”) intorno ad un centro che non sia una area metropolitana. Di per sé, infatti, il concetto di area metropolitana va considerato svincolato da ogni compenetrazione con un territorio che abbia caratteristiche completamente diverse: per servizi, per popolazione, per collegamenti.
I Sulmonesi non debbono avere remore nel porsi come fautori di tale diverso centro di riferimento: per far questo debbono transitare nella attuale provincia di Pescara, diventarne il capoluogo vicario, coltivare le relazioni con le varie cittadine che non entreranno mai a far parte dell’area metropolitana pescarese, per questioni di distanza e per vocazione. I tempi non sono incalzanti e non serve affrettarli: ma è necessario articolare le tappe su questo cammino, visto che Pescara, Montesilvano e Spoltore si stanno muovendo, concretamente andranno a votare il 25 maggio. Sembra di sentire ancora le voci di quanti sostenevano che Pescara non aveva alcun interesse di aggregarsi a Spoltore e Montesilvano proprio perchè già grande Comune; hanno lo stesso timbro di quelle di chi, anche tre mesi fa, sosteneva che Pescara non aveva nessun interesse ad accogliere nella sua provincia una città come Sulmona. E invece la prima smentita era già in corso e si concretizza con il referendum consultivo di maggio; la seconda smentita, con la riprova della convenienza per Pescara di relazionarsi con una città come Sulmona, si sta maturando proprio alla luce delle trasformazioni dei confini amministrativi e delle caratteristiche del capoluogo adriatico.






