Solo gli angeli possono salvare la sindaca

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Cortile interno Palazzo Mazara

 ANNAMARIA CASINI RIATTIVERA’ IL GPS GRAZIE AL RICORSO AL TAR CHE HA SOSPESO LA SUA ORDINANZA DI SGOMBERO A PALAZZO MAZARA ?

 7 MAGGIO 2017 – “Il Messaggero” di oggi riprende la notizia della collocazione in “tilt” del punto orientamento GPS da Palazzo Mazara;

riferisce anche delle proteste dei tecnici del centro-Abruzzo, che sarebbero intenzionati a chiedere risarcimenti per aver lavorato a vuoto negli ultimi tre mesi e mezzo (da quando è stato dichiarato inagibile il Palazzo e così non hanno potuto contare più sul sistemaper il riconfinamento delle proprietà).

Aggiunge un aspetto che dimostra come nel palazzo di fronte, cioè nella sede del Comune, si siano avventurati dilettanti allo sbaraglio. In sostanza, per accedere all’immobile e riattivare il sistema occorrerà violare l’ordinanza di sgombero che in quattro e quattr’otto il sindaco, incalzato dal sempre lucido assessore Sinibaldi, ha adottato mentre la terra aveva appena smesso di tremare il 18 gennaio 2017 e senza neppure effettuare un sopralluogo per riscontrare se la situazione fosse peggiorata rispetto all’estate e all’autunno scorso o rispetto anche soltanto al sisma del 2009.

La revoca, che il sindaco ha negato due volte per il suo provvedimento insulso e sospeso dal TAR poco più di un mese fa (su ricorso di chi occupa l’ultimo piano del Palazzo), potrebbe essere l’unica via di scampo per non trovarsi in Via Mazara un plotone di geometri e ingegneri, o anche di architetti, a protestare per uno scempio che in tutta la rete regionale della misurazione si è verificato solo a Sulmona: non a L’Aquila, che in quanto a sismi ci dà lezioni, non nel Pescarese, dove la natura fa di peggio che da noi con slavine assassine, non nel Teramano, dove per smottamenti interi paesi scendono a valle e interi quartieri del capoluogo sono inagibili.

Se non vuole arrivare all’imbarazzante soluzione della revoca (ma l’ha già fatto per le scuole e per Palazzo Meliorati, quindi la faccia ce l’ha già rimessa varie volte), la sindaca può raggiungere le parti alte del Palazzo Mazara sulla terrazza che, insieme alla relativa porzione di palazzo, è stata ritenuta non-inagibile dal TAR dell’Aquila perché l’ordinanza di sgombero conteneva panzane a gogò.

Prima, però, deve pagare le spese della causa davanti al TAR per aver raggiunto, tramite lo sgomberato, l’obiettivo di riattivare un servizio essenziale per la comunità e, comunque, per conservare buone probabilità di non pagare risarcimenti ai tecnici e di non vederseli davanti al suo ufficio a Palazzo San Francesco per i prossimi mesi. Non pretendiamo le scuse, perché chi dichiara inagile solo un palazzo in tutta la città dopo qualche ora dal terremoto, senza fare neanche una verifica tecnica deve aver perso la testa e, quindi, può non chiedere scusa a nessuno; solo che chi perde la testa non può amministrare una città e, quindi, deve presentare le dimissioni. In alternativa, se lo ritiene e se questa è la verità, può confessarci che l’inagibilità del Palazzo Mazara nel gennaio scorso era il presupposto (coscientemente fasullo) per fare un nuovo progetto di riparazione; ma si consigli prima con i suoi avvocati, chè a questo punto sarebbe forse meglio presentare le dimissioni con la stringatissima motivazione: “Ho mentito sapendo di mentire”. Quando le riceveremo, lasceremo passare qualunque tecnico che deve ricollegare il GPS e…  anche chi vorrà celebrare i matrimoni, come questo elegante del 4 giugno 2016, quando Palazzo Mazara non chiudeva ancora sotto i colpi di Sinibaldi e Casini.

Pubblico al matrimonio a Palazzo Mazara