Svolta nella cultura, Casciani dà il segnale

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Metamorfosi edizione del 60023 LUGLIO 2013 – Quello che si dice accogliere gli ospiti.

Il presidente del Consiglio Comunale, Franco Casciani, era tra gli invitati alla “Serata di gala” indetta ieri nel cortile di Palazzo San Francesco dal “COSI”, istituzione canadese per la scuola lirica (v. “Dio vive in Italia, parola di artista canadese” nella sezione ARTE di questo sito) L’orario di inizio erano le 21; e alle 21 i bravissimi ragazzi hanno proposto l’Inno di Mameli in segno di omaggio per il pezzo di Italia che li ha ospitati in un mese di pregevoli spettacoli. Un inno di impeto, una carica, forse anche per l’entusiasmo che tanti soprano e tenori vi hanno impresso.

Un incalzante Inno di Mameli

Passato l’inno, sono arrivate le arie; ma delle autorità neppure un venticello. Passato il quarto d’ora accademico, sono continuate le arie, ma del Presidente del Consiglio comunale non si sentiva neanche un colpo di tosse. E’ vero, sì, che ha dichiarato guerra all’aspetto ludico della cultura, ma allora dovrebbe essere condannata l’inaugurazione della stagione alla Scala di Milano, dove peraltro si reca il presidente della Repubblica. E Muti dove lo mettiamo: tra il vuoto ludismo della lirica? Forse considerando questi aspetti, il Presidente del Consiglio comunale deve essersi tolto le pantofole e da casa deve aver deciso di andare alla serata di gala, ma alle 21,30. “Non è consentito l’ingresso in sala quando sia cominciato lo spettacolo” recita il regolamento del teatro comunale; ma quel teatro e tutto il regolamento risalgono al fascismo e, dunque, vanno disattesi, anche se il regolamento, fuori del teatro, può essere sempre considerato un consiglio, una prassi, una buona norma. E infatti Franco Casciani, poco dopo le ore 21,30, in barba alla minima prassi, e di certo destando lo sconcerto di tutti i presenti al concerto, è andato a sedersi in prima fila, dandosi tutte le arie del mondo e non solo quelle del concerto.

Concertanti sconcertati

La semi-oscurità delle quinte non ci ha consentito di notare la sorpresa degli organizzatori, che quando vengono in Italia immaginano di trovare gli eredi artistici di Rossini e di Verdi e sanno che chi arriva tardi ad un concerto, se non altro non lo dà a vedere.

Ne è seguita una quasi immediata reazione di chi stava in piedi e che, vedendo occupare la prima fila, avrà pensato: “Non può essere una autorità, perchè non si è mai visto che una autorità in ritardo si vada a sedere durante il concerto, rischiando la sospensione del concerto e uno schiaffo dal direttore d’orchestra; quindi è uno come noi e allora nelle prime file possiamo andare anche noi”. Molti tra quelli rimasti in piedi si sono precipitati ad occupare le sedie riservate alle autorità, di modo che nella insondabile distrazione per l’esodo che si svolgeva sotto i loro occhi gli artisti avranno pensato di stare a cantare alla luna.

Quando si dice rispettare il programma per la svolta nelle manifestazioni culturali: sono cambiate così, con la leggerezza di un’aria…

(Nella foto una edizione delle “Metamorfosi” di Ovidio esposta al Palazzo dell’Annunziata)