TORNA L’ORA LEGALE: PANICO TRA I SOCIALISTI

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30 MARZO 2014 – “Il Vaschione” quattro anni fa era in trattative per locare le due stanzette di un mito: la redazione de “Il Tempo” in Corso Ovidio 222 (nella foto con la bandiera del partito socialista ieri l’altro), tre metri sopra il porfido dello “struscio” di Corso Ovidio tanto da salutare tutti quelli che passavano o da poter rientrare quando passava qualcuno molesto; davanti all’uscita e al reingresso della processione del Cristo Morto; sul bar “Ovidio” di Ennio Masciangioli che andava come un violino; tanto vicina al campanile dell’Annunziata che quando si tenevano le finestre aperte gli interlocutori al telefono sentivano i rintocchi; ma, d’altra parte, a confine di muro con l’inferno della sezione del PCI, dove tuttavia si recavano persone di fede, quindi comunque rispettabili.

Fu inaugurata da Tonino Trinchini nel 1964 e lì rimase fino al 1989, non perchè la nuova proprietà volesse tutelare le condizioni di vita dei giornalisti (c’era una stufa a gas che faceva lacrimare sin dalla prima mezz’ora di accensione; il gabinetto stava per le scale), quanto perchè voleva tutelare le condizioni di minima sopravvivenza dei computer e infatti trasferì tutto nei locali a Piazza del Carmine, addirittura quelli che erano stati sede di tre notai messi insieme, l’ultimo oltraggio allo spirito di giornalisti irrequieti che con l’aplomb notarile non potevano avere nulla a che fare. (Nell’altra foto la redazione nel 1972)

“Il Vaschione”, che non percepisce sovvenzioni regionali a differenza di altre testate, non rinverdì le glorie giornalistiche di una testata che fu di Renato Angiolillo e di Francobaldo Chiocci e dell’affitto non si fece niente. Ma adesso che vediamo sventolare la bandiera del Partito Socialista proprio da uno di quei balconcini, possiamo o no toglierci il gusto di titolare come titolò “Cuore” di Michele Serra diversi anni fa? Tanto più che quel titolo degli anni Ottanta ha fatto scuola nel giornalismo, al punto da essere ricordato da Vittorio Feltri nel suo recentissimo “Una Repubblica senza Patria” (Mondadori 2013).