Gratteri: ora accorpiamo le Corti d’Appello troppo piccole

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Nicola GratteriE IL PROGETTO POTREBBE REALIZZARSI CON LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA DI GIUGNO

31 MARZO 2014 – Nicola Gratteri, magistrato di spicco nella lotta contro la “’Ndrangheta”, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, autore di numerosi testi (“La giustizia è una cosa seria”, Mondadori 2011, “La mala pianta”, 2010, “Acqua santissima” 2013),

ha idee molto chiare sulla dislocazione dei presidi giudiziari nel territorio e sostiene che non si possano mantenere uffici solo per conseguire l’intento di tenere un giudice sotto casa e a portata di mano. E’ stato intervistato dal TG3 regione perchè si trovava ieri in Abruzzo ed ha ribadito questa sua impostazione.

Ma ha detto anche di più: all’intervistatore che pensava di risolvere il problema presentando come opinabili le ragioni di tribunali abruzzesi (li ha citati: Sulmona, Vasto, Lanciano e Avezzano) per la propria conservazione e a scapito di quella che ha definito la necessità di razionalizzazione della geografia giudiziaria, il dott. Nicola Gratteri ha risposto con lo sguardo al futuro e senza lasciarsi prendere dalle piccole questioni di provincia. Infatti, occorre dirlo, una domanda del genere non è neanche da porsi ad una persona che ha poco tempo da perdere, perchè sui tribunali non provinciali è stata calata la pietra tombale e la loro soppressione non è neanche un progetto. E’ legge dello Stato, voluta da quasi il 95% del parlamento italiano: le posizioni dei tribunali abruzzesi, se non lo sapesse l’intervistatore, sono semplicemente marginali e riguardano l’elemosina di una proroga fino al 2018. Cosa possa interessare a Gratteri se rimane Sulmona o Lanciano o Vasto o Avezzano è domanda che qualunque giornalista si porrebbe prima di intrattenere l’intervistato. Domandare cosa possa significare accorpare la procura della repubblica di Sulmona con quella dell’Aquila vuol dire non aver dato neanche una sbirciatina ai libri che ha scritto Gratteri e che parlano di problematiche spaventose, di un contrasto tra Stato e criminalità organizzata che richiederebbe l’immediata applicazione di tutti i PM d’Italia in Calabria.

Pur in presenza di un diversivo del genere, Gratteri non si è fatto sfuggire il concetto di fondo: occorre accorpare Procure generali per fare una seria battaglia alla criminalità organizzata.

Procure Generali? Allora parliamo di Corti d’Appello da sopprimere. Possibile che finalmente il concetto della razionalizzazione degli uffici giudiziarii venga interpretato in senso coerente e finalizzato davvero a migliorare il servizio?

La giustizia e una cosa seriaGratteri non ha lasciato scampo: ha parlato di impossibilità di conservare “Corti d’Appello troppo piccole”. Allora avevamo capito bene; ci torna alla memoria la proposta di accorpare la Corte d’Appello dell’Aquila a quella di Ancona (cioè di sopprimere la Corte d’Appello dell’Aquila). E ci viene in mente che, con un piccolo correttivo, la proposta va benissimo: basta accorparla a Roma, anziché ad Ancona. Del resto, l’Abruzzo è così ben collegato con la Capitale che non si capisce perchè dovrebbe agganciarsi ad Ancona. Sulmona, poi, sta a un’ora e un quarto dalla Corte d’Appello dell’Aquila e ad un’ora e mezzo da quella di Roma.

Ora vogliamo vedere l’establishment aquilano (che già si leccava i baffi per l’arrivo di centinaia di studi legali da Avezzano e Sulmona) sostenere che l’Abruzzo intero deve battersi per la conservazione della Corte d’Appello perchè è presidio di legalità. Un Corno Grande! Le autostrade hanno dimezzato i tempi e le distanze, con il traforo di San Rocco ci si trova già a Piazzale Clodio in men che non si dica. E tutto l’organico della procura generale andrà a sostenere le indagini su una nuova banda della Magliana o sullo Ior. Vorranno opporsi gli avvocati, i giudici o il sindaco dell’Aquila? Fatica inutile: dovranno solo aspettare che il disegno di legge sbarchi in Parlamento che Giovanni Legnini, Paola Pelino, ma adesso sicuramente la stessa Stefania Pezzopane (se vuol rimanere nel Pd di Renzi e, quindi, se vuol fare ancora politica) voteranno per la soppressione della Corte d’Appello come hanno fatto ( i primi due) con i tribunali, magari per proporre, il giorno dopo, una proroga di tre anni che non si nega neanche agli sfrattati per morosità.

E’ solo un’opinione del dott. Nicola Gratteri? No: è anche la nostra, ma soprattutto è quella che pare sia alla base della riforma della Giustizia che il Matteo nazionale farà approvare entro giugno.