Tutti a piangere sul Pd versato

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SPROPOSITATA ECO ALLA PRESENTAZIONE DI “LE CATENE DELLA SINISTRA” CHE SI FERMA A EPOCHE LONTANE

5 SETTEMBRE 2014 – Rullo di tamburi per la presentazione di un libro di Claudio Cerasa a Pescara.

Pagina intera di “proposta” sul Centro di ieri; servizio chilometrico (considerata la durata complessiva del telegiornale regionale) al TG3 oggi.

Si parlava di “Catene della sinistra”, quindi l’argomento era politicamente correttissimo: si trattava di assistere ancora alla autoflagellazione del partito più sopravvalutato della storia dell’Italia Unita. Strattonati così, non potevamo che leggere almeno l’articolo del Centro, scritto addirittura da un ex direttore, Luigi Vicinanza: buon taglio. Ma se tagliava di più era meglio. Quello che ci ha colpito stava a metà del “pezzo”, cioè dove debbono stare le cose importanti. Ed era esattamente l’avvertenza :”il libro, quasi 300 pagine, è stato pubblicato poche settimane prima del voto; non può tener conto dunque del risultato delle urne. Né tantomeno di questi primi contraddittori mesi di governo. E forse neppure ne ha bisogno”.

Ah. Davvero? E uno si legge 300 pagine e non arriva neanche alle elezioni? A questo punto ci leggiamo quei libri di Bruno Vespa, che non abbiamo mai letto, ma che almeno giungono in edicola e in libreria in contemporanea con i giornali e contengono gli stessi approfondimenti dei giornali. Almeno sono freschi. Scrivere della sinistra e fermarsi al 2013 equivale a scrivere la storia d’Europa fermandosi all’attentato di Sarajevo.

A Pescara il presidente della giunta regionale D’Alfonso è intervenuto per la presentazione di un resto di magazzino, qualcosa che si rifà al periodo politicamente giurassico del 2013. E il TG3, che non parla, per esempio, delle istanze di revisione delle autonomie territoriali (accorpamento su base di ambiti territoriali diversi dalle attuali province) si profonde, invece, in una intervista su una analisi politica che non dice niente delle ultime catastrofi dentro il PD; “E forse neppure ne ha bisogno” per dirla con l’ex Vicinanza, cioè con l’attuale lontananza (dall’Abruzzo). Ci aspettavamo che si parlasse della bordata di D’Alema al Presidente del suo consiglio. Invece il microfono è ben posizionato sul Cerasa dell’anno scorso? E tutto questo la RAI quasi festeggia e comunque sottolinea al di sopra delle previsioni?

Ci convinciamo e ci ravvediamo. I tagli ci vogliono, indubbiamente: quelli della Corte d’Appello che non serve più l’Abruzzo (v.: “La Corte d’Appello non serve il territorio, andiamo a Roma” e “Per la Corte d’Appello si raccolgono i frutti della testardaggine”) . E anche quelli della sede Rai di Pescara, che enfatizza un evento dai contenuti oscurissimi. Se disbosca così, questo Renzi potrebbe pure piacere. Ma deve fare sul serio, mica si può fermare al taglio dei tribunali…

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