Un passo indietro? Lo faccia il PD che ha soppresso il tribunale

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OGGI L’ULTIMA PAROLA PER RANALLI CANDIDATO SINDACO

5 APRILE 2013 – Giuseppe Ranalli, candidato sindaco per il centro-sinistra dopo le primarie di gennaio, dirà la sua oggi al cinema Pacifico alle ore 18, davanti ad una assemblea straordinaria del “popolo delle primarie”:

se, cioè, farà un passo indietro per far emergere un altro candidato, oppure se difenderà il risultato ottenuto, anche a costo di perdere l’appoggio del PD (almeno di quello ufficiale).

Ranalli non deve fare nessun passo indietro. Deve fare dieci passi indietro il PD, che ha votato per la soppressione del tribunale di Sulmona e non si deve presentare agli elettori se non per chiedere scusa e solo dopo che a livello parlamentare sarà abrogata la legge di soppressione del tribunale. I sulmonesi non debbono votare nessun partito che abbia il più lontano lezzo della soppressione. Lo abbiamo già detto per Federico, che non voteremo se si presenterà per il Pdl o per qualche listarella che appoggerà; lo ribadiamo per un candidato che ha avuto il merito di raccogliere quasi un plebiscito alle primarie, anche a prescindere o contro il PD. La città ha l’occasione di esprimere il suo disagio senza nessuno “jamm mo’” o manifestazioni di piazza che durano lo spazio di un mattino: ha lo strumento del voto.

La soppressione del tribunale avrà le sue conseguenze tangibili quando sarà troppo tardi per punire le forze politiche che l’hanno provocata: per questo a Palazzo San Francesco non deve entrare nessuno che abbia concorso con questa decisione mortale per il destino di tutta Sulmona. Se Ranalli lascerà lo spazio ad un candidato del PD avrà rinunciato a significare la sua contrapposizione verso coloro che hanno raso al suolo una istituzione indefettibile per il ruolo stesso di capoluogo del centro-Abruzzo che ha ancora la città.

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