UN SOGNO REALIZZATO: GLI SCIENZIATI ALLA BADIA

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22 DICEMBRE 2013 – A rileggere “La Città di Sulmona” di Francesco Sardi de Letto si scopre quanto l’affetto per la sua città conduceva lo storico a fare previsioni di sconcertante esattezza.

Prendete la parte nella quale parla del futuro dell’abbazia di Santo Spirito al Morrone: “la Scienza ha pur bisogno di una casa, e quella che noi indichiamo, con il segno di benedizione di un santo Eremita, ha elementi indiscutibili per la meditazione scientifica, per gli studi profondi e per le esperienze audaci. S. Pietro Celestino entrò nel cielo con il cuore; gli Scienziati – anche loro sacerdoti della nuova parola – nello stesso luogo, vi entreranno con il cuore, con i numeri e le equazioni”.

Avreste mai immaginato che Sardi de Letto pensasse ad altri che a Franco Iezzi? Ed infatti oggi, al posto dell’abate, siede il presidente del Parco Nazionale della Majella, che è pur sempre il “manager prestato alla politica”, che ha calcolato che con i sensori delle frane si potrebbe mettere in sicurezza la strada per l’eremo (secondo la nota teoria che i sensori reggono pure le montagne, basta un filo che li colleghi), ma che soprattutto è riuscito, come preconizzava don Ciccio, a maneggiare le equazioni e in particolare a dimostrare quella “direttore di un nucleo industriale = presidente di un parco nazionale”, intuizione che era sfuggita a Sir Peter Scott, fondatore del WWF, ma anche a… dilettanti della tutela all’ambiente, come Gianfranco Amendola, pretore di assalto che forse, se avesse saputo che finiva così, l’assalto lo rimandava; come Fulco Pratesi, che avrebbe lasciato il posto di presidente del più importante Parco nazionale d’Italia ad uno sperimentatore di concimi industriali; come Franco Tassi, che di tutti i processi per abusi edilizi avrebbe fatto a meno e delle querele e delle udienze finite alle nove di sera.

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