DA EMIGRANTI A MIGRANTI E IN MEZZO I POETI

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POLIEDRICO COMPENDIO DI LINGUE NEL PREMIO VITTORIO MONACO

26 SETTEMBRE 2015 – A cercarli, la poesia dialettale è piena di riferimenti ai flussi migratori, alle tristezze e alle incertezze del viaggio forzato; solo che allora si parlava di “emigranti” e oggi, quasi che le parole potessero distinguere i fenomeni e renderli nuovi, di “migranti”. Ne scriveva Vittorio Monaco di Pettorano sul Gizio, che oggi è stato ricordato nel Premio “Le vie della memoria” a lui intitolato, e che oggi è stato cantato al Cinema Pacifico con un dolcissimo sfondo musicale dai “DisCanto” di Michele Avolio: musica che dà energia invece di toglierla, che infonde speranza invece di cantare solo il dolore. Da Ottaviano Giannangeli, che le poesie di Vittorio Clemente decanta con inguaribile passione di ultranovantenne e con solenni pause e accenti azzeccati come se fossero quelli del poeta citato e repertato da Pierpaolo Pasolini, lui del 1895, l’altro del 1922; a Carlo De Matteis, che dell’analisi metrica ha fatto un compendio particellare; al filmato di Rai3 che di Clemente ha raccolto le rare testimonianze vocali: tutto confluisce in un grande allestimento dell’epoca di grande povertà del Sud espropriato di tutto e pure delle sue braccia, pure di quella “carne di nessuno” come la chiamava il Poeta, cioè degli emigranti sorprendentemente uguali ai migranti.

Molti i premiati che venivano da tutta Italia, davvero dalla Sicilia a Gorizia, con poesie che per questo hanno necessità di una traduzione (ma anche quelle emiliane non scherzano, e stanno dietro l’angolo…). I due Vittorio si sarebbero divertiti in questa coreografia, nella quale forse ha solo stonato un po’ la pervicacia con la quale si rivendica un ruolo del dialetto rispetto all’Italiano; ringraziamolo questo linguaggio unico nazionale, non tanto perché ci saremmo presentati in Europa con idiomi minoritari, quanto perché non ci saremmo capiti neanche tra Italiani; e poi lasciamo pure a ciascuno il gusto di assaporare le sfumature dei significati e delle emozioni che meglio sono rese dal dialetto. Nelle foto due momenti delle esecuzioni di brani di Vittorio Monaco musicati dai DisCanto; per altra esibizione dei DisCanto, dell’estate 2010 nell’Abbazia di Santo Spirito, https://www.youtube.com/watch?v=GaG814QxO98

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