CROZZA, SULMONA E IL PHON DELLA MOGLIE DI RAGGI

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IL FINE COMICO AVREBBE TANTO ALTRO MATERIALE IN ABRUZZO…

3 MAGGIO 2014 – Dunque, quando la moglie di Razzi usa il casco per asciugarsi i capelli “va via la luce in tutta Sulmona”.

E’ una delle battute di Crozza nell’ultima puntata del suo show, quella andata in onda su La7 ieri sera. Rispetto a quello che ha detto per la santificazione di due papi in simultanea è niente, occorre dirlo. Lui, del resto, proprio ieri sera ha chiarito che è “solo un guitto”; e avrebbe potuto dire, con Bennato, che “sono solo canzonette, non mettetemi alle strette”. Beninteso, non è il caso di fare battaglie di campanile anche su questo, e poi già abbiamo detto che Crozza pesca bene nella tipologia abruzzese (v. “L’Abruzzo di Razzi” nella sezione INQUIETANTI VERITA’ di questo sito).

Peraltro, fra tutte le città abruzzesi, guarda caso proprio Sulmona ha scelto per fare il massimo esempio di ristrettezza, di inadeguatezza, di arretratezza. E’ difficile individuare il percorso che porta uno che si definisce “guitto” a scegliere come paradigma della arretratezza una città d’arte. Certo, Sulmona non è quella del XIV secolo e neanche quella di quaranta anni fa, quando si affacciava con belle speranze nel panorama industriale e poteva fare qualcosa di degno se il “Nucleo” fosse stato gestito da manager e non da politici prestati alla programmazione industriale. Ma fra le tante cittadine “cecate”, Crozza aveva solo l’imbarazzo della scelta, pur dovendosi limitare all’Abruzzo perchè ha appiccicato questa etichetta di “grande abruzzese” a Razzi (si veda la filastrocca che sostituisce le parole di “Vola, vola, vola” di Albanese). Occorre pure dire che qualche raro sulmonese lo avrà votato alle ultime elezioni politiche: ma pensare solo per questo che Sulmona sia la città dove la moglie di Razzi si asciuga i capelli significa fare un collegamento un po’ ardito.

E che dire dell’aeroporto internazionale di Preturo?

Poi perchè prendersela con Razzi, se in Abruzzo c’è ben più consistente materiale? I nostri consigli valgono zero, ma chissà che Crozza non faccia ridere di più parlando dell’”Aeroporto Internazionale” di Preturo in L’Aquila, dove a dicembre è stato effettuato un volo inaugurale e poi non se ne è saputo più niente; o del sindaco dell’Aquila che si dimette a ripetizione e poi ritira le dimissioni.

Non abbiamo l’intuito che Crozza sa sprigionare cercando di ritagliarsi su personaggi esilaranti; ma ci sarebbe da morire dal ridere nel vedere quello che  nel settembre 2011 è successo alla Corte d’Appello dell’Aquila, che fu inaugurata per finta Non era pronta e non aveva neanche i computer, per non parlare degli arredi, tanto che la prima udienza si tenne tre mesi dopo: però furono in tanti a presenziare alla cerimonia che consentiva a qualcuno di dire che si era ricostruito a tempo di record.

Ne succedono tante in Abruzzo…. Che dire delle scenette dello stesso sindaco Cialente che toglie il tricolore dai palazzi pubblici cittadini perchè a Roma non gli danno quello che chiede (e Napolitano su questo non ha detto niente, né a Corazziere uno, né a Corazziere due). E vogliamo parlare di una petroliera che alle 6 di mattina non riesce ad entrare nel porto di Pescara perchè non è stato dragato a sufficienza e si è incagliata? L’avventura della Costa all’Isola del Giglio è stata supersfruttata, ora bisognerebbe cambiare personaggi e qui c’è grande scelta.

Insomma, c’è tanto da ridere in Abruzzo che Crozza potrebbe benissimo fare uno show al teatro di Sulmona per tutta una giornata, ma parlando di cose non sulmonesi.

Sempre a proposito di scelta di nomi di città, il protagonista del “One man show”, l’inventore di questo genere, come ha riconosciuto un regista del calibro di Antonello Falqui, Sulmona l’ha scelta non per gli impianti elettrici o per il phon, ma per allestire in prima nazionale “A me gli occhi, please”, dopo averlo provato dieci giorni al teatro comunale (v. “Prova su prova con passione, poi “A me gli occhi, please”” nella sezione CULTURA  di questo sito). Si chiama Gigi Proietti: dice qualcosa questo nome al “guitto” Crozza?

Vero è pure che nessun sindaco ha saputo cogliere questa opportunità di un “mattatore” come il magico artista che ha dichiarato due volte al Corriere della Sera il suo amore per Sulmona. Ma questo è un altro discorso ed è il vero male di Sulmona, ben peggiore di tutte le linee elettriche carenti e di tutte le arretratezze tecnologiche.

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