Capo famiglia sì, ma solo di nome

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IL RUOLO DELL’UOMO NELLE SOCIETA’ DEI LAVORI STAGIONALI 

12 OTTOBRE 2013 – La drammatica vicenda dei lavoratori stagionali in continuo pendolarismo tra l’Abruzzo e il Lazio dal XVII a XIX secolo sarà al centro di una relazione che il prof. Giorgio Rossi terrà il 18 ottobre nella sala conferenze di Palazzo Sardi alle ore 17,30 per iniziativa del Centro Studi e ricerche Vittorio Monaco.

 La società abruzzese e quella peligna in particolare (su quest’ultima il relatore concentrerà la sua analisi) furono scardinate dalle prolungate assenze della forza lavorativa costituita da uomini in giovane età; ma gli effetti più dirompenti si registrarono nell’ordinamento sociale e in quello familiare. In molti paesi si sono rintracciate forme di autentico matriarcato, di prolungata e radicata supplenza delle donne, talvolta sfociate in grave disadattamento della componente maschile priva di ruolo anche nelle fasi del rientro. La ostentata proclamazione del primato maschile (racchiusa in molte regole del vivere sociale che prevedevano una supremazia dettata dalle forme più che dalla sostanza) sarebbe la riprova del tentativo di  ricollocare gli uomini nella dimensione che andavano perdendo per le forzate rinunce ai ruoli millenari. I lavori nell’agro romano non erano proprio transumanze, ma spesso si integravano con queste o ne ricalcavano le conseguenze.

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