11 OTTOBRE 2013 – Secondo Mario Amicone, direttore generale dell’Agenzia per la tutela ambientale, il mercurio sarebbe presente nell’”asta” del fiume Pescara da circa cento anni e sarebbe direttamente riconducibile alla attività della Montedison di Bussi sul Tirino. I dati riscontrati di recente, dunque, non costituirebbero una novità secondo il funzionario.
Magari se tutto questo si fosse saputo a prescindere dalla scoperta della discarica illecita trovata qualche anno fa con arsenico e vari altre veleni e se l’Arta avesse informato anche della presenza di tutti gli altri micidiali veleni che arrivano fino al porto di Pescara avremmo avuto un motivo in più per convincerci che le industrie velenose non vanno insediate a prescindere dalla manodopera che impiegano.
Invece, se una coscienza in tal senso si è formata, tutto è dipeso dalla scoperta, ad opera della Guardia Forestale, della più grande discarica di materiali pericolosi in Europa. Possibile che non sia mai venuto a nessuno dell’Arta il sospetto che il Pescara portasse con sé quello che attingeva a Bussi?






