IL PRESEPE DI MOSCA, OVVERO COSI’ VA IL MONDO

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26 DICEMBRE 2012 – Nel periodo di feste subito dopo Natale si approfondisce, in genere, la conoscenza dei presepi.

A Sulmona il più caratteristico è quello di Mosca, che rappresenta molto bene quale sarebbe una nuova Natività: tutti occupati a fare le proprie cose e in un angolo si svolge l’evento più grande dell’epoca cristiana. Pure quelli che ferrano i cavalli hanno una urgenza pressoché uguale a zero di raggiungere la casa diroccata dove nasce il Cristo redentore, anche se è a poche centinaia di metri; non sono ripresi quelli che contano i soldi, ma in compenso si vedono carrettieri e pastori mentre non si prendono un giorno di ferie neanche per rimettere gli orologi che da quel momento segneranno non il meridiano di Greenwich, ma la base di partenza per la numerazione di almeno altri 2012 anni e, poi, un nuovo calendario anche per i musulmani e i popoli maori, che vogliano o non..

Insomma uno spaccato di vita che è il più laico che si possa immaginare e che forse inconsapevolmente Mosca ha saputo riprendere con una adesione cruda alla realtà. Non per ripetere che seppure dovesse venire Cristo in terra l’atteggiamento dei Cristiani non cambierebbe, ma insomma…

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