LA LINCE HA UN PRESIDENTE E PERCIO’ SI PREOCCUPA

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16 OTTOBRE 2012 – Da oggi la lince del Parco Nazionale della Majella ha un nuovo presidente. Può darsi che non le cambi molto la vita, ma intanto ce l’ha; perchè prima era solo commissario.

Uguale novità riguarda i cervi e così via tutta la fauna. Di certo, se fossero chiamati al voto, lince e cervi e altri animali diserterebbero le urne e forse pure le primarie perchè di un governo di questo tipo proprio non hanno bisogno. E’ un aspetto prettamente antropologico, che fa parte della esigenza umana di interferire sulla vita anche dei selvatici; ma allora non si capisce perchè non si applichino categorie delle società civili contemporanee e non si dia spazio a presidenti che abbiano un cursus honorum adeguato: un sostegno delle urne, un passato di tribuno.

Non ci aspettiamo che al governo dei Parchi venga messo un trascinatore di animi ed uno rappresentante dello spirito del popolo. Ma, visto che siamo in democrazia, qualcuno che, prima di presentarsi alla lince e al cervo, abbia primeggiato nell’agone politico, che abbia mandato a casa, per esempio, un Franco La Civita invece di essere da lui battuto.

Si dirà: ma i tecnici vengono incaricati così, l’essenziale è che abbiano l’investitura dei politici democraticamente eletti. Vabbè, un Rossi al Parco Nazionale d’Abruzzo ci sta bene, perchè opera nella protezione della natura da quando non indossa più i calzoni corti. Ci stava bene anche un Fulco Pratesi. Ma Franco Iezzi era direttore del Nucleo Industriale di Sulmona; e, se permettete, questa cosa alla lince e al cervo e al lupo del Morrone un po’ secca, con tutte quelle ciminiere e con tutte quelle rotonde inutili. Il fatto è che la lince pensa pure alla sua stirpe e più di lei fanno il lupo e il cervo: pensare che il Parco abbia l’avvenire di un nucleo industriale di Sulmona la fa ancora di più inselvatichire.

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