Figaro prende le misure del Municipio

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4 LUGLIO 2012 – Stamane verso le ore 9 un giovane con abbigliamento molto essenziale e scalzo ha cominciato a misurare il cortile di Palazzo San Francesco, a pochi metri dallo studio del sindaco che sta al primo piano. Con un’asta di legno e contornato da altri sconosciuti, taluni dall’aspetto nordico, altri di colore, procedeva

 imperterrito da una parte all’altra del porticato. In perfetto italiano, anche se con una insoppressa inflessione inglese, numerava: “Dieci… Venti… Trenta”. Il personale del Comune si è affacciato alle finestre, ma ha avuto il tempo di rassicurarsi: non era un incaricato di qualche impresa per la “valorizzazione e vendita” degli immobili del Comune, dopo la disastrosa asta che l’altro giorno ha fatto precipitare i prezzi delle proprietà pubbliche (sul punto: “Troppi immobili per un Comune che vuole mobilità” nella sezione ECONOMIA di questo sito). Attorno a lui c’era un gruppo di orchestrali, anche bravi, che sottolineavano passi e mosse del giovane Figaro, intento, come vuole Da Ponte nel libretto de “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart, a misurare gli spazi della casa dove metterà su famiglia.

Ad eseguire gli spartiti e a provare le scene che saranno allestite nei prossimi giorni erano studenti canadesi al loro appuntamento con la lingua del grande Lorenzo Da Ponte, italiano del Settecento che per un decennio incantato duettò con il genio salisburghese e che potrà essere riascoltato in queste sere di calda estate. Per ora, dunque, Palazzo San Francesco non si vende e neppure si misura.

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