Lo “spread” era tutto a favore del Regno di Napoli

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Lapide_a_Civitella_del_TrontoSORPRENDENTE STUDIO DI ECONOMIA E RAFFRONTI CON LA GERMANIA

3 LUGLIO 2012 – Un curioso, ma niente affatto bizzarro accostamento tra il Regno delle Due Sicilie e la attuale Germania è stato suggerito in uno studio curato da Stephanie Collet: si prova a riproporre e a mettere a confronto le condizioni della unificazione d’Italia con la attuale fase dell’unità europea. Vengono posti in parallelo i caratteri degli Stati pre-unitari in tutta Italia con quelli post unificazione europea. (Nella foto una lapide nella Fortezza di Civitella del Tronto)

 

Ed emergono, a 151 anni, delle sconcertanti affinità tra lo Stato di Napoli e la Germania: “Come l’Italia di allora, l’Europa di oggi è fatta da Stati eterogenei, con economie di dimensioni e condizioni diverse, che parlano lingue diverse e hanno sistemi di imposizione fiscale separati” afferma Collet, che ha ricostruito i valori e le valutazioni dei titoli ed ha scoperto che lo “spread” era del tutto favorevole al Regno di Francesco II, perchè si pagava il tasso più basso di tutta Italia: 4,3%, cioè 140 punti base in meno delle emissioni del Papa e di Cavour e 160 in meno del paradiso (tale decantato) dei leghisti di Veneto e Lombardia, che qualche dispiacere proveranno a leggere che “Le regioni del Sud avevano una discreta struttura industriale, un’agricoltura fiorente sia pure basata sul latifondismo, e importanti porti commerciali”.

Parola di Stephanie Collet, non di Francesco e Sofia, che questo primato videro frantumato sotto i colpi assestati alla fortezza di Gaeta, mentre inutilmente il re in persona denunciava al consesso europeo la violazione consistita da una guerra portata nelle regioni del Sud senza che vi fosse stato un solo atto contro il diritto e la comunità internazionale da parte dei Borboni. E’ tardi per riconoscerlo adesso, ma almeno non sarà inopportuno precisare chi ha portato la vera ricchezza all’Italia e probabilmente anche chi ha condotto una guerra di annessione per impossessarsi del Sud. Sennò, a che servono gli anniversari?