Convegno sull’abruzzese Silvio Spaventa, riformatore di destra

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IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI CHE FECE CRESCERE L’ITALIA

28 APRILE 2012 – L’Abruzzo ricorda oggi, a Chieti, nella sala consiliare della Provincia, il suo ministro (ai Lavori pubblici nel 1874), ma anche il suo statista. Di Silvio Spaventa, nato a Bomba, si può dire che in realtà, pur non essendo diventato presidente del consiglio, aveva l’impronta del politico di una nazione appena nata, portata dalla culla fino

alle soglie del nuovo secolo (“l’Italia che va formando la sua carne” come scrisse): dell’uomo che pensava in grande (“L’Abruzzo in grande” è appunto il titolo del convegno) perchè non si faceva condizionare dall’utilità immediata, dal riscontro clientelare. Aveva combattuto i Borboni con le armi del liberalismo, fondando e dirigendo il sulfureo “Il Liberale” che gli costò sei anni al carcere di Santo Stefano e la fuga fino all’America.

Aveva l’impostazione degli uomini di Destra: di quelli che non transigono sull’autorità dello Stato e sulla necessità di farne quadrare i bilanci, ma anche sulla necessità di far progredire il Paese con le opere pubbliche (si veda il suo impegno per la ferrovia Roma-Pescara in “Centoventi anni e ne dimostra qualcuno di più” nella sezione TRASPORTI di questo sito), con il progresso, con le riforme, con l’istruzione:  fu del governo di Destra il disegno di legge per l’introduzione  dell’istruzione elementare obbligatoria, proposto dal ministro Antonio Scialoja e respinto dalla Camera il 4 febbraio 1874. Fu dell’esecutivo di Destra il pareggio di bilancio.

Da allora la Destra, quella che coniuga il concetto di autorità a quello di responsabilità, non è stata più al governo: ci sono abissi e anni-luce di distanza con il governo del “burlesque” e degli uomini di sinistra, anche estrema, riciclati per compiere operazioni di basso affarismo e per demolire altri ordini dello Stato come la magistratura.

Gli interventi di oggi saranno tenuti da Luigi Gentile, presidente della Fondazione Spaventa, su “I giorni e le opere”; Lucio Valerio Moscarini, su “L’esperienza di consigliere di Stato”; Franco Gaetano Scoca su “La concezione dello Stato”; Vincenzo Cerulli Irelli su “L’idea liberale del diritto”.

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