CHIODI CON IL SINDACO HA RISCHIATO L’INCIDENTE

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15 GENNAIO 2011 – Su questo giornale si è espresso il più vivo dissenso alla progettata trasformazione delle aree del Nucleo Industriale di Sulmona, sostenuta dalla Giunta comunale e portata quindi all’attenzione del Consiglio Regionale nelle scorse settimane. I motivi sono di fondo, riguardano soprattutto una questione di giustizia per il sacrificio enorme chiesto ai piccoli proprietari all’epoca degli espropri.

Ma una volta che un Presidente della Giunta si impegna a portare questa discussione nell’assemblea regionale non può, senza spiegare come e perchè ci abbia ripensato, escludere dal voto la proposta e lasciare sindaco e cittadinanza con la bocca asciutta, per di più disorientati nel cercare di capire se qualcuno stava dietro questo assurdo dietrofront (come pare che ci sia stato). Fabio Federico ha reagito con flemma inglese, che in genere non ha; segno che è stato profondamente deluso dall’atteggiamento del “governatore” e forse medita di risolvere ai più alti livelli del Pdl questa “impasse” che ostacola parecchio i progetti della giunta. Questi scenari sono da Paesi sudamericani o da soviet comunisti; oppure, semplicemente e realisticamente nel caso del governatore abruzzese, da satrapie politiche, che sviliscono la funzione e la stessa dignità degli eletti. Quindi, anche degli elettori. Un governatore così, prima che faccia altri guai al suo Pdl (il che poco ci importa, visti i meccanismi interni che lo governano) e alle istituzioni, è meglio che vada a casa. E si badi bene che non invochiamo neppure l’impeachment giudiziario, che quando è strumentale è soltanto una ingiustizia. Deve andarsene perchè non è all’altezza e non si diventa capaci solo perchè la giunta precedente è andata a sua volta a casa per opera dei mandati di arresto.

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