I socialisti: ora la Fiat guarderà all’Abruzzo

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SULMONA, 15 gennaio – Alla conclusione della vicenda di Mirafiori e del referendum alla Fiat, il Partito socialista regionale ritiene di non poter far a meno di chiedersi “se il prossimo passo di Marchionne non sia rivolto all’Abruzzo”. Qui “toccherà ai sindacati scendere in campo e l’unica cosa che la politica deve fare è ricordare che i due insediamenti della casa torinese, Atessa e Sulmona, si trovano in due aree di forte depressione economica e occupazionale”.

“La politica – osserva il segretario regionale Massimo Carugno – deve solo dire che stavolta è auspicabile che tutti i sindacati perseguano un progetto sindacale e lascino fuori i progetti politici” evitando di  usare la vicenda per “accrescere visibilità  a qualche leader politico emergente”. Un severo giudizio i socialisti esprimono sul ruolo del governo nel referendum tenuto alla Fiat: avrebbe dovuto essere “arbitro super partes e garante della legittimità e del rispetto degli accordi. Ma, come è noto, Premier in testa, il Governo o è stato assente o ha detto cose spudoratamente di parte”.