AMBIENTALISTI: DISSENTIRE SUL GASDOTTO NON E’ TERRORISMO

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29 DICEMBRE 2010 – C’è un seguito nella polemica tra il sindaco di Sulmona e i comitati ambientalisti, che replicano alle dichiarazioni rilasciate a questo giornale da Fabio Federico (articolo sul voto del consiglio comunale per il metanodotto): “Il  ragionamento del Sindaco – osservano – è molto semplice: la volontà del popolo si esprime attraverso gli organismi elettivi, quindi le decisioni prese da tali organismi sono quelle giuste e nessuno ha il diritto di discuterle!

Nell’ultimo Consiglio Comunale sulla Snam del 13 dicembre scorso, sono state votate all’unanimità due delibere. Il nostro giudizio, al riguardo, è stato e resta molto critico perchè dalle delibere sono state depennate due iniziative importanti quale il ricorso alla Commissione Europea affinchè venga rispettata la normativa sulla Valutazione di Impatto Ambientale e la richiesta di una  legge regionale che sancisca l’incompatibilità tra aree sismiche e grandi metanodotti.

“Che la scelta fatta dal Consiglio interpreti la volontà del “popolo sovrano” – aggiungono i comitati – è tutto da dimostrare. A noi, francamente, sembra proprio il contrario” Proseguono: “In ogni caso il Sindaco è rimasto fermo ad un’altra epoca, quando chi non era d’accordo con le decisioni prese dal potere costituito era considerato automaticamente un sovversivo: la proibizione del dissenso è propria dei sistemi dittatoriali evocati  dal Sindaco! Esprimere liberamente la propria opinione è uno dei pilastri della nostra costituzione repubblicana. Noi, caro Sindaco, stiamo esercitando semplicemente un nostro diritto costituzionale: lei, usando quegli epiteti fuori luogo, rende evidente a tutti quale sia la misura del suo spessore democratico.  Un bel corso di educazione civica non potrebbe che giovarle!     Ci consenta una domanda : sono forse stati dei terroristi ad imporre la loro volontà ai  Comuni dell’Aquila, di Gubbio, di Città di Castello e alle Province di Perugia e di Pesaro Urbino? Come Lei ben sa, questi Enti Pubblici hanno presentato il ricorso alla Commissione Europea, cosa che il Comune di Sulmona, sbagliando, ha deciso di non fare!

Vogliamo inoltre farle presente che la volontà popolare non si esprime solo attraverso la votazione degli organi elettivi ( a proposito : i parlamentari sono votati o nominati dai capi-partito?) ma anche attraverso altri strumenti democratici. Ed è proprio facendo leva su questi strumenti di democrazia diretta che il “popolo sovrano”, nonostante la marcia indietro del Comune di Sulmona, continuerà la sua lotta per cercare di impedire il folle progetto della Snam”.

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