CASI EMBLEMATICI I MOSAICI A SULMONA E IL SANTUARIO DI ERCOLE A CASTEL DI IERI

992

FATICA DI SISIFO: SCOPRIRE, RICOPRIRE – ARCHEOLOGI E RESTAURATORI A LAVORO MA SENZA CONCLUDERE

8 AGOSTO 2010 – Si scoprono opere d’arte per poi doverle ricoprire frettolosamente. Succedeva ieri e succede oggi, a Sulmona come in alcuni centri del comprensorio. Sono di ventun anni fa gli scavi che portarono alla luce, a Castel di Ieri, uno stupendo tempio di Ercole, probabilmente collocato in una zona di intenso traffico all’epoca dei Romani ed oggi sostanzialmente deserta. I basamenti del tempio erano tali (e si notano nelle foto mentre vengono accuratamente ripuliti da ogni incrostazione) da far supporre un esempio di santuario molto importante. Ma di lì a poco, con largo uso di balle di fieno e di accorti sistemi di tutela, si dovette frettolosamente coprire alla vista (e alle tentazioni), nonché alle intemperie quella che forse poteva costituire una risorsa per la zona.
Destino non diverso è toccato alla bella serie di mosaici di età imperiale (nella foto del titolo) nei quali si imbatterono gli operai di una impresa che stava rifacendo l’impianto fognario sotto il livello stradale di Piazza Salvatore Tommasi, proprio davanti alla biblioteca comunale di Sulmona: erano quelli di una casa patrizia dell’epoca imperiale, che denotavano una considerevole maturazione dello stile anche in città minori e che forse erano in stretta relazione con quelli, scoperti circa venti anni fa, al di sotto del Palazzo dell’Annunziata, cioè a meno di cento metri in linea d’aria. Modellato sull’intervento per la “Domus” (che era stata coperta dalle strutture di “spedalità”), il recupero di questi altri mosaici (conservati in buone condizioni) si sarebbe fondato (se fossero state reperite le risorse) su un piano di camminamento trasparente per la completa visibilità delle emergenze archeologiche. Ci furono commenti ammirati, qualche impegno di massima dei privati in cerca di pubblicità, ma dopo le prime settimane, allo scopo di evitare danneggiamenti, e con l’allestimento di una recinzione in ferro, il posto è stato ricoperto di terra, neanche arricchita di piante che possano dare un decoro alla piazza.

“Così com’è non può restare” è il lapidario commento del sindaco di Sulmona alla situazione del dopo-scavi in Piazza Salvatore Tommasi, proprio a pochi passi dalla statua di Ovidio. Per questo sono stati stanziati 15.000 euro, onde garantire un intervento immediato, che possa ridare decoro e che garantisca anche un livello estetico accettabile. Non si potrà realizzare, con questa cifra, il progetto di rendere visibili i notevoli mosaici.

La sistemazione provvisoria non dovrebbe impedire, entro breve termine, di far tornare alla luce gli splendidi mosaici, tappa di un percorso pedonale che dovrebbe qualificare tutto il centro storico. Ma rischia di consolidare una situazione provvisoria che rinvierà senza termine la riscoperta definitiva.

Please follow and like us: