INTANTO ESCE UNA NUOVA GUIDA
A volte le cose senza roboanti pretese riescono più delle altre.
E la semplicità con la quale Maria De Deo, della cooperativa “Servizi turistici di Sulmona”, ha presentato la nuova guida turistica di Sulmona e dei dintorni è un buon viatico, sotto questo aspetto. “Ci rivolgiamo ad un pubblico che intende conoscere, ma che non pretende di approfondire ogni aspetto più remoto dell’arte e dell’architettura; oppure che ha bisogno di notizie pratiche e non solo di un compendio di informazioni culturali” ha detto nella presentazione tra il chiostro, i corridoi e il pozzo del rinnovato complesso di San Nicola, dove adesso ha sede l’Archivio di Stato. La componente fotografica prevale, tanto che le 103 pagine patinate sembrano un richiamo civettuolo, una specie di banco di esposizione. Sono tecnicamente molto curate: sarebbero piaciute anche a Giuseppe Di Tommaso, al quale la guida è dedicata come “collezionista, studioso e appassionato archivista dell’immagine” e che all’archivio ha lasciato quasi tutto il suo amatissimo repertorio. Un esempio della esposizione scritta dei monumenti. Uno così, a… caso: la Fontana del Vecchio:”Posta al termine dell’Acquedotto, la fontana fu forse rifacimento di una preesistente. Il suo deciso carattere rinascimentale, secondo lo stile donatelliano e brunelleschiano, all’epoca assente nel Regno di Napoli, si distingue per l’equilibrio tra l’elemento decorativo, pur ricco, e quello architettonico, segno di scultori di matrice non provinciale. Notevole la qualità artistica che traspare, oltre che nell’armonia della composizione, nella naturalezza, plasticità e proporzione della parte scultorea e nella raffinatezza del dettaglio. I motivi ornamentali, vegetali e filantropomorfi evidenziano chiari riferimenti al mondo dell’arte antica : rosoni, cornucopie, flutti, ghirlande finemente scolpiti nella pietra”.
Non viene voglia di visitarla e di leggere anche il giornale che le si ispira ? Una curiosità: la riproduzione del “vecchio” all’apice della fontana non sarebbe riferita a Solimo, ma a una divinità fluviale, forse proprio al Gizio.
A volte le cose senza roboanti pretese riescono più delle altre. E la semplicità con la quale Maria De Deo, della cooperativa “Servizi turistici di Sulmona”, ha presentato la nuova guida turistica di Sulmona e dei dintorni è un buon viatico, sotto questo aspetto. “Ci rivolgiamo ad un pubblico che intende conoscere, ma che non pretende di approfondire ogni aspetto più remoto dell’arte e dell’architettura; oppure che ha bisogno di notizie pratiche e non solo di un compendio di informazioni culturali” ha detto nella presentazione tra il chiostro, i corridoi e il pozzo del rinnovato complesso di San Nicola, dove adesso ha sede l’Archivio di Stato. La componente fotografica prevale, tanto che le 103 pagine patinate sembrano un richiamo civettuolo, una specie di banco di esposizione. Sono tecnicamente molto curate: sarebbero piaciute anche a Giuseppe Di Tommaso, al quale la guida è dedicata come “collezionista, studioso e appassionato archivista dell’immagine” e che all’archivio ha lasciato quasi tutto il suo amatissimo repertorio. Un esempio della esposizione scritta dei monumenti. Uno così, a… caso: la Fontana del Vecchio:”Posta al termine dell’Acquedotto, la fontana fu forse rifacimento di una preesistente. Il suo deciso carattere rinascimentale, secondo lo stile donatelliano e brunelleschiano, all’epoca assente nel Regno di Napoli, si distingue per l’equilibrio tra l’elemento decorativo, pur ricco, e quello architettonico, segno di scultori di matrice non provinciale. Notevole la qualità artistica che traspare, oltre che nell’armonia della composizione, nella naturalezza, plasticità e proporzione della parte scultorea e nella raffinatezza del dettaglio. I motivi ornamentali, vegetali e filantropomorfi evidenziano chiari riferimenti al mondo dell’arte antica : rosoni, cornucopie, flutti, ghirlande finemente scolpiti nella pietra”.
Non viene voglia di visitarla e di leggere anche il giornale che le si ispira ? Una curiosità: la riproduzione del “vecchio” all’apice della fontana non sarebbe riferita a Solimo, ma a una divinità fluviale, forse proprio al Gizio.






