Anche Campobasso coccola l’Alto Sangro. Dopo il duetto tra Castel di Sangro e Isernia, scende in campo direttamente il Presidente della Regione Molise, il sen. Michele Iorio, che risponde al vice-sindaco di Castel di Sangro, avv. Angelo Caruso, in una lettera dei giorni scorsi, per condividere “pienamente il concetto della omogeneità dei due territori legati da storia, tradizioni economiche comuni e, quindi, la necessità che si ritrovino insieme per meglio gestire il loro presente ma anche per programmare il loro futuro”. La risposta sull’annessione dell’Alto Sangro al Molise è prudente : “L’attuale legislazione, anche alla luce dell’idea di federalismo, pone una serie di difficoltà ed ostacoli per progetti di nuove e più funzionali aggregazioni di territori diversi, ma ciò non toglie che il disegno da Lei configurato possa trovare sbocchi e concretezza, almeno per il momento, sul piano della più fattiva collaborazione e integrazione socio-economica”. Iorio, però, spalanca le porte al progetto di unire Castel di Sangro alla provincia di Isernia e, quindi, al Molise : “su questo terreno bisogna lavorare e creare le condizioni di una unione stabile e duratura che prefiguri, in prospettiva, una collocazione di comune appartenenza geografica ed istituzionale”.
Doppia sconfitta per l’Abruzzo questo approccio dell’Alto Sangro con il Molise: la regione perderebbe territori qualificati sotto il profilo turistico, ma soprattutto deve prendere atto che non ha saputo governare quelle popolazioni. Il richiamo a quello che ha detto il sindaco di Roccaraso sulla distanza (non solo geografica) delle istituzioni è molto indicativo.
Doppio successo per il Molise, che risolverebbe il problema della sopravvivenza della provincia di Isernia e si attribuirebbe un territorio molto più sviluippato della media delle proprie aree montane.
Farneticazioni campanilistiche ? I contatti sono reali e concreti, è inutile far finta di non sentire. Ed è inutile contare sul fatto che attualmente le norme non agevolano questi progetti: quando c’è la volontà politica, prima o poi, i traguardi si raggiungono.





