C’E’ IL PRECEDENTE DELLA VISITA DEL PAPA E UN ALTRO FLOP CI MANDEREBBE ALL’INFERNO DELLE FIAMME AZZURROGNOLE DELLA CENTRALE DI SPINTA

Una attrezzatura cento volte più piccola della centrale di spinta
20 APRILE 2018 – “Gli interessi, degni di tutela, delle collettività che vivono in zone ad alto rischio sismico e i diritti fondamentali di ogni cittadino, tra cui quello primario alla salute, non possono essere messi in discussione, mai”. Con questa motivazione gli avvocati dell’Ordine di Sulmona aderiscono alla manifestazione di domani, che definiscono “anti SNAM” e che è rivolta a concentrare l’attenzione di tutto il Paese sulle palesi anomalie della scelta del tracciato e della collocazione delle infrastrutture del metanodotto Brindisi – Minerbio (cioè dall’estrema Puglia all’Emilia).
L’attesa, intanto, è grande, perché la pratica amministrativa fa passi da gigante e da un giorno all’altro arriveranno le ruspe; da lì

Un balcone lungo il Corso Ovidio con la protesta per il metanodotto
ai tubi il passo sarà ancora più breve; e basterà solo un comando a distanza per immettere il gas e pomparlo nella centrale appositamente prevista in Valle Peligna, a meno di tre chilometri dal centro abitato di Sulmona.
Si fanno previsioni sui partecipanti alla manifestazione: si dice che potranno essere seimila. Meglio non parlare di numeri: l’ultima volta che lo si è fatto, per la visita del Papa, da 80.000 si è arrivati a meno di 15.000. E’ vero che ci si mise la curia romana a scoraggiare le parrocchie dall’inviare pullman che pure non si negano per le occasioni più insignificanti; è vero che si doveva impedire che la scelta imminente di Papa Ratzinger sull’abbandono del soglio apparisse come una replica di quella di Celestino V; è vero che con la storia dei “passi” si convinse la gente a restare a casa a guardare la messa in televisione; è vero tutto questo, ma il flop fu palese e, considerando che un papa viene a Sulmona ogni morte di ottanta papi (l’ultimo era stato Celestino nel 1294…), la cosa brucia e brucerà a lungo, come il gas del metanodotto che D’Alfonso e Gerosolimo hanno voluto a Sulmona.






