Al Consiglio potrebbero mancare i numeri e ne guadagnerebbe la politica

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GIUNTA SULL’ORLO DELLA CRISI: OTTIMA OCCASIONE PER L'”ELECTION DAY” IN AUTUNNO

L’acrostico ovidiano in Via Mazara può risvegliare l’orgoglio dei sulmonesi perchè si preparino al trimillenario cominciando con il mandare a casa gli attuali partiti

I MAGGIO 2018 – A poche ore dal Consiglio comunale che dovrebbe approvare il bilancio di previsione 2018-2020, si rende concreta la prospettiva, già anticipata dal “Vaschione”, di una caduta della maggioranza sul numero dei consiglieri che dovrebbero votare. Infatti, tra dissidi interni (il principale quello che ha portato Alleanza per Sulmona ad abbandonare la giunta), sostegni esterni non pattuiti (per probabile esosità delle richieste dei soccorritori) e consiglieri azzoppati da malattie (o certificati medici), è molto vicino il capitombolo definitivo della giunta, tale è l’insoddisfazione di molte delle componenti.

Parallelamente al fallimento delle trattative per la formazione del governo nazionale, la maggioranza potrebbe perdere le stampelle alle quali di volta in volta si appoggia; e ne potrebbe scaturire un “election day”, che porterebbe, se non altro, a rimuovere l’anomalia di Sulmona unica (o rara) cittadina d’Italia nella quale non sono presenti in Consiglio i grillini (e non per scelta degli elettori, ma per insipienza degli organizzatori della lista). Il panorama si trasformerebbe molto positivamente: il PD al 3% (visto anche l’appoggio che ha sempre dato alle devastazioni di D’Alfonso sul territorio), Forza Italia allo zero virgola (è stata pur sempre co-fondata da un condannato per mafia) previa migrazione dell’attuale unica consigliera (per ricorso al TAR e non per volontà del partito) ad un gruppo politico nuovo e più pulito; il civismo collocato nella giusta dimensione dei tempi del partito dei pensionati (vedasi elezioni del 1981: un consigliere) in attesa di…conoscere se stesso e scoprire che cosa sia al di là dell’affratellamento di amministratori eletti in altre liste; i socialisti a fare cenette come diceva Trilussa (magari celebrando il latitante di Hammamet) purchè comunque fuori da Palazzo San Francesco; i vari altri cespugli eradicati come quelli sulle trabeazioni dell’Annunziata. E, insomma, una Sulmona che si prepari per tempo a festeggiare il trimillenario della nascita di Ovidio (visto come si è presentata al bimillenario della morte) cominciando a mettere le basi di decenza e di maturità che tale discendenza le impone; ce ne vuole, indubbiamente, ma il tempo è lungo, ci se la può fare.

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