E sono pure protetti

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L’accesso del branco di cinghiali su un terreno nella montagna di Popoli

ORDE DI CINGHIALI DEVASTANO I TERRENI DEL CENTRO-ABRUZZO

4 AGOSTO 2018 – Pensate che rimanga qualcosa nel terreno che sarà attraversato da questa ondata di cinghiali? Infatti, non rimarrà niente.

La foto è stata scattata in territorio di Popoli e ce la fornisce Adriano Marrama, produttore di tante raffinatezze, soprattutto di olio dell’Antera (per fortuna i cinghiali non arrivano fino lì), ma anche di farro delle migliori qualità, di ceci, di grano. Tutti prodotti di specifica certificazione, che vanno per lo più nei mercati del Nord, dove vengono apprezzati e valutati per quello che sono.

Ma a Secinaro la situazione non è migliore: qui i cinghiali sfondano le recinzioni fatte di condotte elettriche: le leggere scosse che scoraggiano timidi cervi non possono nulla sulle cotenne. Le coltivazioni durano fino a quando queste greggi o mandrie (i cinghiali sono ben più grandi delle pecore anche se non arrivano alle dimensioni dei vitelli…), insomma queste orde di feroci consumatori di cereali, non decidono di dirigersi sull’orzo o sul farro o sul grano. A Campo di Fano (Prezza) gradiscono anche l’uva e hanno ripulito ettari di vigna senza lasciare un acino.

I ristori economici fanno ridere: sono dell’ordine di qualche centinaia di euro a fronte di danni per diverse migliaia e la procedura fa perdere tanto di quel tempo che gli agricoltori preferiscono rinunciarvi.

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