Ora quei populisti dei grillini facciano il biennio del Bimillenario

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La corona d’aglio sulla testa di Ovidio in prossimità del Bimillenario

PARADOSSALE PROPOSTA PER RECUPERARE LE OMISSIONI DI PEZZOPANE E PELINO

3 SETTEMBRE 2018 – Passato da oltre un anno il Bimillenario della morte di Ovidio, il presidente di DMC Terre d’Abruzzo suona la sveglia perché c’è il rischio di perdere i contributi; ed ha per questo convocato una conferenza stampa, nel corso della quale si è stabilito anche un contatto telefonico con il sottosegretario Vacca, dei 5 Stelle. Pare ci sia stata una sollevazione dei presenti in ordine alle perplessità di Vacca di disporre un rinvio.

Ora: è di per sé una chicca che in una conferenza stampa, cioè in un evento informativo, si possano sollevare in coro le proteste di chi almeno dovrebbe stare lì per informarsi e poi, come vuole un giornalismo romantico al quale siamo ancora affezionati, dividere sempre la notizia dall’opinione. Qui, invece, sono le opinioni che anticipano e accompagnano le notizie. Ma, a parte questa che ormai ai più può sembrare una osservazione formalistica, pare che i contestatori di Vacca si siano urtati per una perplessità sulla proroga: e già, perché se un Bimillenario cade nel 2017 il governo attuale dovrebbe sostenere, rimanendo serio, che si può celebrare anche nel 2019 o nel 2020.

Magari questi trapezisti delle ricorrenze sarebbero capaci di aggirare l’ostacolo intitolando “Bimillenario e dintorni”, come si fa quando non si può andare troppo per il sottile, tanto la faccia ce la metterebbero sempre quei populisti dei grillini; poi, ovviamente, sui giornali mantenuti dal partito di Paola Pelino, Forza Italia, fondato da un pregiudicato e da un mafioso, si leggerebbe che l’Italia si presenta con il suo poeta di valore planetario con due o tre anni di ritardo e l’immagine di Ovidio sarebbe legata ad una fake new. Da parte sua, la stampa vicina al Pd della sen. Pezzopane non potrebbe speculare su questa linea perché non è che non ci sarà una stampa vicina al Pd, quanto proprio non ci sarà più un Pd e la Pezzopane, da parte sua, invece di caldeggiare la legge sul Bimillenario come avrebbe fatto per qualsiasi cosa aquilana, si è data alle comparsate televisive di alto contenuto culturale.

Così siamo arrivati al biennio successivo al… Bimillenario e ora il governo dovrebbe metterci una pezza. E si potrebbe anche fare, ma non esiste neppure il Comitato previsto per legge. E questa è una notizia non del tutto negativa: perché se il Comitato deve essere designato come è stata designata la commissione che ha valutato le opere “artistiche” in città (e i 5 Stelle lo sanno bene perché hanno proposto una interrogazione) è meglio che il biennio dal Bimillenario non si celebri per niente. Lo abbiamo detto già: meglio leggersi Ovidio in mille versioni e commenti di studiosi di alto prestigio che dare l’alto patronato a cialtroni proposti da politici per distribuire 700.000,00 euro con i sistemi della commissione sulmonese.

Sappiamo quale può essere la risposta: “A L’Aquila si fa così e nessuno ha da ridire”. Appunto, a L’Aquila, dove non è nato Publio Ovidio Nasone. Che sarà un caso? Certo Fabio Spinosa Pingue vorrà coronare l’impegno per Ovidio; ma, a giudicare dal recente passato, è meglio che non corona niente… Oppure pensa che ce ne siamo scordati?

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