SCIAGURATA SCELTA DI LEGNINI A CASA DI UNO DEI CANDIDATI DELLE SUE INUTILI LISTE
11 FEBBRAIO 2019 – L’unico evento di Giovanni Legnini nella campagna elettorale a Sulmona si è tenuto a “Spazio Pingue”, cioè a casa di uno dei candidati, che neanche con un “assist” del genere è riuscito a sollevarsi dal magrissimo risultato di seicento voti in tutto. Due di coppe ballerino, Fabio Pingue ha due volte sottratto l’appoggio alla giunta Casini, ma solo a parole, perché poi è sempre tornato a più miti consigli, come hanno fatto per decenni i socialisti fino a scomparire. Lo davano per sicuro consigliere regionale e invece, a debita distanza da Mimmo Di Benedetto, non potrà neanche proporre una voce per farsi candidare a sindaco se le diverse esigenze di Gerosolimo dovessero portare ad una crisi, questa volta non voluta proprio da Pingue che deve smaltire in incognito la trombatura con così vistosi risultati. Farsi vedere ancora significherebbe sopportare il fuoco di fila delle domande su come si possa sbagliare un rigore.
Poco interesserebbero l’opinione pubblica queste valutazioni se non fossero legate all’andamento della giunta capeggiata da Annamaria Casini, che ha speso più tempo a capire dove portassero le minacce di disimpegno di Pingue, rispetto al tempo che avrebbe dovuto spendere per risolvere uno soltanto dei problemi irrisolti in tre anni.
In un Comune nel quale non si riesce neanche a pretendere livelli qualitativi decenti dal personale dei vertici e dal personale dei livelli più bassi (gli uni e gli altri dipendenti risoluti solo nel dire che non è di propria competenza quello che si chiede loro), l’unico confronto cui abbiamo assistito negli ultimi quindici mesi ha riguardato la pantomima della sindaca che presentava le dimissioni e poi le ritirava (sulla centrale SNAM e sui dissidi interni).
Oltre che a fornire l’assist di essere ospitato a casa di uno dei candidati, Legnini si è anche ben guardato dallo spendere una parola sulla tragicomica situazione di una giunta che peraltro era stata salutata come emanazione anche del PD sulmonese prima della definitiva devastazione operata da Bruno Di Masci. E anche questo silenzio furbo si è tradotto in un altro passaggio in area a porta vuota al punto da lasciare il sospetto che ci sia stato “cupio dissolvi”, una volontà incontenibile di perdere le elezioni regionali franando sulle macerie della maggioranza al Comune dopo essere approdati in uno Spazio Pingue troppo piccolo per prendere il volo.






